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Enzo Cucchi. Il poeta e il mago al MAXXI

Allestimento della mostra: Enzo Cucchi. Il poeta e il mago
Allestimento della mostra: Enzo Cucchi. Il poeta e il mago

La mostra “Enzo Cucchi. Il poeta e il mago“, curata da Bartolomeo Pietromarchi e Luigia Lonardelli, è ospitata al MAXXI fino al 24 settembre 2023.

Allestimento della mostra

La mostra si presenta come un’esperienza immersiva e sorprendente, con oltre duecento opere in esposizione, molte delle quali mai viste prima. L’allestimento, situato nella Galleria 4 del museo, è concepito seguendo uno spunto progettuale dell’artista stesso. Le opere sono disposte in modo non convenzionale: sospese dal soffitto, a diverse altezze o addirittura “sfuggono” all’esterno.

I visitatori vengono accolti in un percorso non lineare, privo di una sequenza cronologica definita. Questo approccio permette di cogliere la creatività in perenne movimento di Cucchi e offre una narrazione frammentata attraverso pagine sparse. Monumentali lavori, disegni, piccoli bronzi, ceramiche, grafiche e libri d’artista si presentano come tracce disseminate nello spazio, intercettando continuamente lo sguardo del visitatore.

Allestimento della mostra: Enzo Cucchi. Il poeta e il mago
Allestimento della mostra: Enzo Cucchi. Il poeta e il mago

Cucchi si mostra e si nasconde in questa esposizione, come un prestigiatore che invita alla meraviglia. Le sue opere sono esposte in modo tale da creare una connessione tra di loro, pur mantenendo la loro individualità. Questo mette in evidenza la poliedricità dell’artista e la sua capacità di esprimersi attraverso diverse forme d’arte.

Chi è Enzo Cucchi?

Enzo Cucchi, nato nel 1949 a Morro d’Alba, è un artista italiano noto per il suo approccio poliedrico e visionario.
Le sue opere sono ispirate alla sua infanzia e alla vita nelle Marche, caratterizzate da immagini simboliche come case, colline, mare, teschi e figure antropomorfe. Negli anni ’70 si trasferisce a Roma, dove stringe amicizia con artisti come Sandro Chia e Francesco Clemente e diventa parte del movimento artistico “Transavanguardia“. La sua arte si distingue per una componente onirica, un approccio libero e l’uso combinato di diverse tecniche e materiali, spaziando dalla pittura alla scultura e alla produzione di libri d’artista. Cucchi ha ottenuto importanti riconoscimenti e le sue opere sono state esposte in rinomati musei e mostre internazionali, consolidando il suo status di punto di riferimento nell’arte contemporanea.

Enzo Cucchi
Enzo Cucchi

Percorso espositivo

La mostra si apre con un suggestivo gruppo di sculture realizzate con marmi preziosi: neri, bianchi e rosa. Queste opere sono posizionate su basi create appositamente dall’artista per esaltarne la dimensione spaziale. Si tratta di putti dispettosi che giocano con la metamorfosi delle forme e della materia.

In questa sezione, simile al mondo libero dell’infanzia, compaiono e scompaiono immagini nascoste che trasformano volti in teschi, creando una suggestiva ambiguità tra la nascita e la morte. Questi spiritelli richiamano la tradizione scultorea di artisti come Donatello, ma si trasfigurano in volti di anziani dalle lunghe barbe o improvvisamente evocano il ritratto del poeta Ezra Pound. Alcuni di essi nascondono il volto, come se evitassero lo sguardo.

Inoltre, alcune di queste sculture presentano fori attraverso i quali la luce filtra, ribaltando il punto di vista del visitatore. Questi fori agiscono come spioncini, permettendo di intravedere ciò che normalmente non sarebbe lecito guardare.

Senza titolo, 2022, marmo / marble | Courtesy l’artista / the artist. Photo Omar Golli
Senza titolo, 2022, marmo / marble | Courtesy l’artista / the artist. Photo Omar Golli

Questa sezione iniziale della mostra crea un’atmosfera suggestiva e misteriosa. Le sculture di Cucchi, grazie alla loro plasticità e alle trasformazioni che subiscono, invitano il visitatore a esplorare la complessità dell’essere umano e a confrontarsi con temi quali la vita, la morte e la metamorfosi dell’identità.

Seconda sezione

Al primo sguardo, molte opere di Enzo Cucchi possono apparire bidimensionali, ma una visione più attenta rivela elementi spuri inseriti come estensione dell’immagine al di là dello spazio pittorico. Questi elementi spesso sono realizzati in ceramica o metallo, trasformando l’opera in un ibrido tra pittura e scultura.

Nella mostra sono esposte diverse opere di grandi dimensioni, realizzate lungo l’intera carriera dell’artista. Molte di queste opere sono caratterizzate da titoli evocativi che richiamano memorie letterarie o espressioni legate al mito o alla tradizione popolare. Ad esempio, troviamo opere come “Trasporto di Roma” del 1991, “Miracolo della Neve” del 1986 e “La Città Incantata” del 1986.

La Città Incantata, 1986, olio su tela, ferro / oil on canvas, iron | Collezione privata / Private Collection, Modena
La Città Incantata, 1986, olio su tela, ferro / oil on canvas, iron | Collezione privata / Private Collection, Modena

Nella visione artistica di Cucchi, il concetto di leggenda è contrapposto a quello di Storia. Quest’ultima, essendo manipolabile, è sempre l’espressione degli interessi e della prospettiva di chi la racconta. Al contrario, la leggenda, priva di secondi fini e funzioni, tramanda solo ciò che l’artista definisce “l’anima delle cose, l’odore dei fatti”.

Attraverso la combinazione di elementi bidimensionali e spaziali, Cucchi crea opere che vanno oltre i confini tradizionali dell’arte, sfidando la dicotomia tra pittura e scultura. I titoli evocativi aggiungono un ulteriore livello di significato alle opere, richiamando sia il passato collettivo che l’intima poetica personale dell’artista.

Terza sezione

Nel centro della galleria si sviluppa un dispositivo allestitivo che corre lungo la sua lunghezza, interrompendosi a tratti per poi riprendere. Su questo dispositivo sono poggiati una serie di terrecotte dipinte, bozzetti per un’opera in marmo realizzati nel 2008. La disposizione delle terrecotte segue uno spunto progettuale dell’artista, creando un incrocio di piani ad altezze diverse.

Su una parete di metallo nero, sono collocati dei piccoli bronzi che Cucchi concepisce come una collezione di reperti dal sapore archeologico. Queste opere non sono rifinite, lasciando emergere la materia stessa: il bronzo conserva la profondità della fusione, le terrecotte dipinte lasciano trasparire la nudità dell’argilla.

Senza titolo, 2006, bronzo, patina / bronze, glaze | Courtesy l’artista / the artist. Photo Omar Golli
Senza titolo, 2006, bronzo, patina / bronze, glaze | Courtesy l’artista / the artist. Photo Omar Golli

Questa spazialità espositiva sottopone lo sguardo del visitatore a improvvisi cambi di prospettiva, creando un’esperienza percettiva ribaltata. È un ambiente in cui chi osserva diventa anche osservato, poiché, citando le parole di Cucchi, “i quadri devono avere gli occhi“.
La presenza dei bozzetti, delle terrecotte dipinte e dei piccoli bronzi crea un dialogo tra le varie fasi del processo creativo dell’artista e sottolinea l’importanza della materialità e della profondità espressiva nella sua opera.

Quarta sezione

L’unica area della mostra che si distacca dal resto del percorso espositivo si apre con un’opera chiamata “Il Re Magio” del 2018. Qui, un’aquila capovolta è nascosta sotto il pavimento, lasciando emergere solo le zampe sopra le quali sono posizionate due sfere di vetro.
Sulla parete dietro di essa, sono allestite una serie di formelle di bronzo del 2005, come a suggerire i passaggi di una storia che si è sviluppata nel corso del tempo, scena dopo scena.

Superando la parete, si accede a una stanza in cui una gradinata accoglie decine di progetti editoriali realizzati da Cucchi nel corso della sua carriera. Qui sono esposti cataloghi di mostre, edizioni, incisioni e libri d’artista, testimonianza della grande versatilità dell’artista anche nella sperimentazione grafica e tipografica.

Su una parete della stanza sono appesi circa cento disegni realizzati nel 2022, disposti uno accanto all’altro come pagine di un racconto, formando un’opera unica. Questi disegni rappresentano un capitolo aggiuntivo nel percorso espositivo, offrendo al visitatore un’immersione ancora più profonda nell’universo creativo di Cucchi.

Senza titolo, 1979, tecnica mista su carta gialla / mixed media on yellow paper
Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Lascito Alessandro Grassi / Alessandro Grassi bequest
© Archivio Fotografico e Mediateca Mart / Mart Photographic Archive and Media Library
Senza titolo, 1979, tecnica mista su carta gialla / mixed media on yellow paper
Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Lascito Alessandro Grassi / Alessandro Grassi bequest
© Archivio Fotografico e Mediateca Mart / Mart Photographic Archive and Media Library

Ultima sezione della mostra ‘Enzo Cucchi. Il poeta e il mago’

La mostra si conclude con un’epigrafe ideata dall’artista e posta sulla grande vetrata alla fine della galleria. Quattro frasi evocative ed enigmatiche, scritte con la sua grafia e riprodotte in grandi dimensioni, sono affiancate da un sfondo di colori che gradualmente passano dal blu a un rosso profondo. Questa gradazione di colori richiama, senza mai esplicitarlo, le tonalità dell’aurora o del tramonto, creando un’atmosfera suggestiva che rappresenta sia la chiusura che l’inizio ideale della mostra.

Le frasi, con la loro aura di mistero, fungono da contraltare alla biblioteca che apre il percorso espositivo. Una selezione di testi che rivelano la passione di Cucchi per la lettura e il suo interesse aperto verso stimoli e storie provenienti da epoche e generi diversi.

Elaborato grafico di progetto | Graphic design of the project
Elaborato grafico di progetto | Graphic design of the project

FONTI

Maxxi
Arte.it
ANSA

di Irene Tassi

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