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“Goya. La ribellione della ragione” in mostra a Palazzo Reale

"Goya. La ribellione della ragione"
“Goya. La ribellione della ragione” ph Carlotta Coppo. Credits Palazzo Reale Milano

Il Palazzo Reale di Milano ospita la mostra “Goya. La ribellione della ragione”. Dal 31 ottobre 2023 al 3 marzo 2024.

La mostra dedicata al genio spagnolo non è una semplice antologica ma è un’occasione per trattare l’evoluzione artistica e i temi cari al pittore raccontandone il contesto storico e sociale e la sua figura di uomo. Partendo da un concept inusuale la mostra propone una settantina di opere dell’artista tra dipinti, incisioni e le originali matrici in rame.

Il progetto, promosso dal Comune di Milano e prodotto da Palazzo Reale e 24 ORE Cultura, è in collaborazione con la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, a Madrid da dove provengono i prestiti. Importante per la buona riuscita del progetto è stato il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia, dell’Ente del Turismo Spagnolo e dell’Istituto Cervantes di Milano che hanno permesso di raccontare l’artista.

La mostra è curata dal Professor Víctor Nieto Alcaide, Delegato Accademico del Museo, Calcografia e Mostre della Real Academia de Bellas Artes de San Fernando.

Goya e la riflessione sulla società spagnola

I flagellanti
Francisco Goya, Processione di flagellanti, Dalla serie “Cuadros de fiestas y costumbres” 1808-12
Olio su tavola Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, Madrid. Credits Palazzo Reale Milano

Tra i grandi maestri della storia dell’arte, Francisco José de Goya y Lucientes (1746-1828) occupa un posto di rilievo per la sua capacità di innovare e di trasmettere la propria visione del mondo. Artista di corte, ma anche intellettuale e accademico, Goya non si limitò a dipingere i soggetti imposti dalla committenza. Egli seppe anche esplorare temi personali e sociali con uno stile originale e inconfondibile. La sua pittura non fu mai frutto di un gesto istintivo o casuale, ma di una profonda riflessione etica e morale sulla realtà spagnola del suo tempo.

Goya fu un testimone critico del potere politico e religioso, che denunciò con la satira sociale e con la rappresentazione della violenza e della sofferenza causate dalla guerra. Le sue opere mostrano una sensibilità umana e una compassione verso gli emarginati, i poveri, i malati mentali, che erano spesso ignorati o disprezzati dalla società. La sua arte fu infatti così innovativa e rivoluzionaria da influenzare le generazioni artistiche successive.

Goya, un percorso dalla luce al buio

 Il manicomio
Francisco Goya, Il manicomio, Dalla serie “Cuadros de fiestas y costumbres” 1808-12
Olio su tavola Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, Madrid Credits Palazzo Reale di Milano

La mostra evidenzia il filo rosso che lega le sue opere: il rapporto tra ragione ed espressione.

Nella sua produzione Goya sperimenta una rivoluzione della pittura in sintonia con la complessità storica che si trova a vivere. Questo cambiamento viene espresso sia attraverso le immagini sia trasformando la pittura in un linguaggio in grado di rompere con le regole accademiche. Dalle prime opere, in cui si adeguò alle richieste della committenza, alle ultime opere, in cui si liberò da ogni vincolo per dipingere liberamente. 

Lo stile del pittore spagnolo infatti continuò a evolvere, e lo fece fino alla morte.

“Il razionalismo di Goya è ideologico ed egli lo proietta nelle sue opere utilizzando l’espressione come modalità che collega, da un lato, la critica sociale attraverso le tematiche e, dall’altro, la critica della pittura stessa, dissolvendo le forme convenzionali del bello.”

il curatore Víctor Nieto Alcaide

L’evoluzione artistica di Goya è segnata soprattutto da un passaggio drammatico dalla luce al buio, da una pittura solare e vivace dei suoi esordi a una pittura tenebrosa e angosciata della sua maturità. Questa trasformazione è legata anche alla sua condizione fisica e psicologica oltre che dal disincanto verso la società del suo tempo, sconvolta dalla Rivoluzione francese e dalla guerra. Le sue opere grafiche, come i Caprichos” e i Disastri della guerra”, sono testimonianze crudeli di una realtà violenta e inumana, in cui i più deboli e gli emarginati sociali sono le vittime. Parallelamente la sua pittura si fa sempre più visionaria e simbolica, come nelle famose Pinturas negras”, in cui il nero domina la scena e crea atmosfere di terrore e mistero. 

La mostra che gli è dedicata mette in evidenza questo contrasto cromatico e tematico, sia nell’allestimento che nella videoinstallazione curata da NEQ, dove la dualità luce e buio si traduce anche nella tecnica della stampa.

Dagli esordi accademici ad un linguaggio espressivo

L’esposizione presenta un percorso cronologico e tematico che ha lo scopo di raccontare la figura dell’artista attraverso il suo percorso creativo.

La mostra si apre con l’apprendistato e gli esordi di Goya, il quale inizia a dipingere seguendo le correnti dominanti dell’epoca, senza cercare di innovare o rivoluzionare la pittura. Successivamente il visitatore si può concentrare sul lavoro di Goya presso la Fabbrica di Arazzi Reali, dove realizza cartoni per arazzo con temi laici, tradizionali e popolari. Questi tentativi gli permettono di sperimentare e affinare il suo stile pittorico, rendendolo più preciso, trasparente e dinamico. Dalla terza sezione viene trattata la maturità artistica di Goya, che entra in contatto con intellettuali illuminati e sviluppa una visione personale dell’arte. Così Goya si esprime attraverso temi come il gioco, la festa, lo spettacolo, la tauromachia e la guerra, in cui denuncia le ingiustizie sociali, le violenze e le sofferenze umane. 

Concentrandosi sulle committenze la mostra esamina poi il rapporto di Goya con i reali di Spagna, la nobiltà, il clero e la borghesia. Questa sezione evidenzia come il pittore riveli il suo atteggiamento nei confronti dei personaggi ritratti, rompendo con la tradizionale obiettività e distanza dell’artista. Entrando in contatto con intellettuali illuministi Goya mette in seguito in discussione i valori tradizionali concependo la realtà come un sogno che può generare mostri. Per questo motivo comincia a ricorrere alle incisioni come mezzo per esprimere e diffondere le sue idee. Rinnova così le tecniche e le soluzioni grafiche fino a creare un linguaggio espressivo che sottolinea l’effetto e le sensazioni che determinate situazioni producono nel pittore.

Le incisioni e gli orrori della guerra

Allestimento della mostra
Allestimento della mostra ph Carlotta Coppo. Credits Palazzo Reale Milano

Infine la mostra si chiude con le opere di Goya dedicate alla guerra d’indipendenza spagnola, che il pittore testimonia con dipinti e incisioni che mostrano gli orrori e le sofferenze della guerra. In questo modo l’artista rompe con la tradizione della pittura di guerra che celebrava le glorie militari dandone una visione assolutamente innovativa.

In queste opere l’artista sviluppa l’apice della sua arte senza restrizioni, arrivando all’elaborazione di un mondo dove l’espressività prevale sulla rappresentazione, mentre il colore diviene assolutamente arbitrario. Qui Goya applica il colore in modo arbitrario perché lo concepisce come un mezzo di espressione e non di rappresentazione, andando oltre a tutte le regole prestabilite.

“La pittura viene ad assumere un nuovo valore in funzione dell’espressività. Il colore, le forme, la pittura non vengono realizzati in funzione della rappresentazione, bensì in funzione dell’espressione.”

il curatore Víctor Nieto Alcaide

Informazioni per la visita

Orari di apertura: martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10-19:30; giovedì 10-22:30; lunedì chiuso.

Biglietti: Intero € 15,00 | Ridotto € 13,00 / 10,00 | Scuole € 6,00

Per ulteriori informazioni visitare il sito Palazzo Reale Milano

Fonti

Palazzo Reale Milano

di Sara Simonini e Ilaria Torretta

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