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Basilica di Santa Maria

Chiesa
  • Friuli-Venezia Giulia
  • UdineAquileia
I (preesistenza intero bene)Fin dall’epoca augustea, esistenza di una casa privata patrizia, affiancata da un sistema di muri paralleli che potrebbero riferirsi a magazzini o ad un cantiere - vista la vicinanza con il porto; probabilmente un locale di questa casa fu adibito a luogo di culto prima dell’editto di Costantino che concedeva la libertà di culto ai cristiani. 310 ‐ 320 (preesistenza intero bene)Sotto la guida del vescovo Teodoro, costruzione di un edificio di culto cristiano, impostato sui muri dei magazzini della villa augustea: entro un perimetro rettangolare erano comprese due aule rettangolari parallele tra loro, collegate da un ambiente trasversale, formando un impianto a ferro di cavallo; nei vani annessi vi era un fonte battesimale con vasca ellittica. 345 (preesistenza intero bene)In relazione all’aumentata comunità cristiana, sotto la guida del vescovo Fortunaziano, costruzione di una basilica sopra alla precedente aula teodoriana settentrionale. Il nuovo edificio fu sopraelevato dal precedente di circa un metro e ne mantenne i muri occidentali e settentrionali, sviluppandosi verso Sud ed Est. Nell’ambiente di transito – ridotto per la costruzione della basilica settentrionale, fu realizzato un nuovo fonte battesimale,a base esagonale ed esternamente stellare. La basilica era preceduta da un nartece che si prolungava fino all’aula teodoriana meridionale; ad occidente fu aggiunto un quadriportico rettangolare – in corrispondenza dell’attuale invaso della piazza del Capitolo - che collegava la neo-eretta basilica con il palazzo vescovile. La basilica fortunaziana fu consacrata da Atanasio, vescovo di Alessandria, nel 345. fine IV ‐ inizio V (costruzione intero bene)Sotto la guida del vescovo Cromazio, costruzione di una basilica sopra alla precedente aula teodoriana meridionale, di cui furono utilizzati i muri occidentali e meridionali. Si ritornò nuovamente ad un impianto costituito da due basiliche parallele tra loro, collegate dal battistero. In asse con la navata principale della chiesa meridionale fu eretto un nuovo grande battistero, affiancato ai lati da due aule. 452 ‐ 521 (restauro intero bene)Distruzione delle basiliche in seguito all’invasione di Attila nel 452. Quella settentrionale, maggiormente danneggiata, non fu più riedificata. Quella meridionale fu restaurata e divenne la base per i rifacimenti successivi. I lavori di restauro si suppone siano avvenuti sotto il vescovato di Marcellino. 792 (intitolazione intero bene)Da un diploma carolingio si evince che la basilica aquileiese è dedicata a Maria Madre di Dio; durante l’XI secolo la dedicazione fu precisata con l’aggiunta dell’aggettivo Assunta. 811 (ricostruzione intero bene)Sotto la guida del patriarca Massenzio, ricostruzione della basilica a cui fu aggiunto un transetto e l’abside ad oriente, conferendole l'impianto a croce latina che conserva tuttora; il presbiterio fu notevolmente sopraelevato e sotto di questo fu realizzata una cripta per le reliquie dei vescovi. Inoltre fu costruita la chiesa dei Pagani ed il portico che occupavano lo spazio tra il battistero e la basilica. inizio XI (rifacimento intero bene)Sotto la guida del patriarca Poppone, furono rialzati tutti i muri perimetrali, l’abside centrale e il transetto secondo canoni tipicamente romanici, con arcate a tutto sesto; furono sostituiti i capitelli dei colonnati interni, rendendoli uniformi secondo i canoni bizantini del capitello corinzio. inizio XI (decorazione interno della chiesa)Realizzazione degli affreschi dell’abside maggiore, su commissione del patriarca Poppone. inizio XI (costruzione esterno della chiesa)Erezione del campanile, sotto la guida del patriarca Poppone. 1031 (consacrazione intero bene)La basilica fu consacrata il 13 luglio 1031 dal patriarca Poppone – si veda la lapide commemorativa murata a sinistra dell'ingresso principale. XII (decorazione interno della chiesa)Realizzazione degli affreschi della cripta delle reliquie, su commissione di Vodolrico II di Treffen. 1370 (rifacimento intero bene)Sotto il patriarca Marquardo di Randeck, intervento di restauro e rifacimento della basilica in seguito ai danni subiti nel terremoto del 1348; furono rifatti i colonnati secondo canoni gotici con archi a sesto acuto ed i muri soprastanti in cui si aprono le finestre a forma ogivale che portano luce alla navata centrale. 1466 (rifacimento esterno della chiesa)Sostituzione dell'originaria trifora che si apriva su ciascun lato della cella campanaria, secondo i canoni adriatici, con una bifora rinascimentale. 1467 ‐ 1498 (completamento presbiterio)Rifacimento del presbiterio, diretto dall’architetto Domenico De Maffeis; lo spazio fu ampliato con la realizzazione di due appendici laterali e di una centrale che si protendono nel transetto, rifiniti completamente con un rivestimento in marmi; la tribuna magna centrale fu realizzata nel 1471 da Bernardino da Bissone, a cui alcuni studiosi attribuiscono anche il bassorilievo della Pietà dell'altare del Sacramento. A questo intervento è riferibile l'altare maggiore, opera dei fratelli lapicidi Antonio e Sebastiano Osteno. 1500 (decorazione interno della chiesa)Realizzazione del polittico per l’altare maggiore, ad opera di Pellegrino di San Daniele, fino ad inizio Novecento collocato dietro alla cattedra episcopale, chiudendo la finestra di fondo, attualmente posto nell'abside della cappella di San Pietro, nel transetto destro. XVIII (rifacimento esterno della chiesa)Rifacimento del portico d'ingresso alla basilica e della chiesa dei Pagani, in origine a due piani, poi abbassato conferendo la forma attuale. 1793 (decorazione interno della chiesa)Realizzazione di un nuovo affresco nell’abside maggiore, sopra al precedente, per mano dell’artista goriziano Matteo Furlanetto; esso raffigurava l’Assunzione della Vergine; l’affresco popponiano era già stato coperto da un primo strato di malta nel 1733. 1845 ‐ 1875 (restauro intero bene)Restauro generale del complesso basilicale, in particolare della chiesa, degli spazi esterni e delle sacrestie. Il restauro interessò i muri perimetrali e le coperture; all'interno fu completata la pavimentazione in lastre marmoree rosse e bianche estendendola anche al transetto, riprendendo quella già presente nelle navate; inoltre fu rifatta la pavimentazione nello spazio a sinistra sopra il presbiterio. ulteriori riadattamenti per la conservazione dell’antico monumento furono eseguiti nel 1874 – 75, per volontà della Commissione centrale per la conservazione dei monumenti dell’impero austro – ungarico. 1876 (consacrazione intero bene)Riconsacrazione della chiesa impartita dall'arcivescovo di Gorizia, Andrea Gollmayr il 13 luglio 1876 – si veda lapide commemorativa murata a sinistra dell'ingresso principale. fine XIX ‐ 1906 (intero bene intero bene)Campagna di scavi, promossa dalla Commissione Centrale viennese per la conservazione e per lo studio dei monumenti in Austria, che ha interessato l’area attorno al campanile e la zona antistante alla basilica; i lavori furono affidati a Enrico Maionica, Giacomo Pozzar e George Niemann, con finanziamento dal mecenate polacco Karl von Lanckoronski; fu scoperto un complesso di murature e larghi brani di mosaici. Tutte le ricerche e le scoperte, corredate da disegni tecnici e riproduzioni dettagliate di tutti gli aspetti visibili della basilica realizzati da Niemann e da numerosi artisti, furono raccolte e pubblicate nella monografia Der Dom von Aquileia, alla cui redazione partecipò anche Heinrich Swoboda. 1896 ‐ 1901 (decorazione interno della chiesa)Recupero dell’affresco absidale dell’undicesimo secolo, rimuovendo quello soprastante; il lavoro fu commissionato da Karl von Lanckoronski e realizzato da Theophil Melicher. 1909 (rifacimento intero bene)Campagna di scavo che portò alla scoperta del mosaico pavimentale di epoca teodoriana, che si decise di riportarlo completamente in luce, rimuovendo le pavimentazioni successive corrispondenti alla fase popponiana e quella mediana, anch'essa a mosaico - della basilica post-teodoriana o cromaziana. 1920 ‐ 1930 (decorazione interno della chiesa)Restauro dell’affresco absidale dell’XI secolo, ad opera di Giuseppe Cherubini con la consulenza di Antonio Morassi. Fu asportata totalmente la cornice in stucco relativa all’affresco settecentesco. 1950 ‐ 1960 (restauro e rifacimento intero bene)Restauro generale della chiesa; nell'occasione furono rimossi gli intonaci settecenteschi che ricoprivano l’apparato murario della chiesa. 1960 ‐ 1980 (restauro e rifacimento intero bene)Restauro in più fasi dell'apparato decorativo, sia dei mosaici che degli affreschi. In particolare si ricorda il restauro delle pitture della cripta degli affreschi ad opera di Leopoldo Perco nel 1973. 2000 (riqualificazione funzionale interno della chiesa)Realizzazione di una serie di passerelle in vetro per consentire la visita del pavimento musivo che ricopre la navata centrale e quella destra e rimozione dei banchi dei fedeli ivi collocati, conferendo a questa parte di edificio un carattere museale piuttosto che religioso-cultuale. 2007 (restauro interno della chiesa)Restauro degli affreschi dell’abside maggiore. 2016 (manutenzione straordinaria intero bene)Consolidamento e restauro di parte della copertura, con la posa un manto di impermeabilizzazione e quindi del manto di copertura in coppi. Sostituzione delle lattonerie.
Tipologia

Chiesa Parrocchiale

Indirizzo
Piazza Capitolo - Aquileia - Udine - Friuli-Venezia Giulia
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Servizi
Accesso liberoVisite guidate
Giorni di apertura
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Orari di apertura

09:00-18:00

Biglietti

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