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Badia Fiorentina (Santa Maria Assunta)

Chiesa
  • Toscana
  • Firenze
960 ‐ 1001 (origini carattere generale)In origine esiste in questo luogo la chiesa di S. Stefano detta "del popolo", che è ricordata già nel 960, quando è ceduta alla contessa Willa di Toscana (m. 979), madre del marchese Ugo II (951/953-1001), per costruirvi attorno un’abbazia benedettina. La primitiva chiesa si trova dove oggi sorge la cappella Pandolfini, a fianco della chiesa principale. L'abbazia è fondata nel 978 e l’investitura del primo abate avviene il 31 maggio di quell’anno. Nel 997 Ugo accresce le donazioni della madre e nel 1001 verrà sepolto in un sarcofago di porfido posto sotto l'altar maggiore. Grazie ad altre ingenti donazioni e anche ai privilegi concessi da papi e imperatori, l'abbazia acquista o eredita varie proprietà circostanti. 1034 ante ‐ 1256 (cenni storici carattere generale)Bonifacio III di Canossa (985-1052), margravio di Toscana, sceglie come abate della badia il monaco eremita benedettino Maurilio di Magonza o di Reims (ante 1000-1067), che lascia l'incarico in seguito ai dissensi con i monaci e nel 1055 viene eletto vescovo di Rouen per volere di Guglielmo I il Conquistatore. Nel 1071 è annesso al monastero un ospedale (secondo altre fonti nel 1034). Fra le attività dei monaci vi è anche la viticoltura. Nel 1186 è documentata l’esistenza di un chiostro. Negli anni tra il 1208 e il 1209 si assiste ad un importante ampliamento del monastero. Nel 1256 vi esiste un cimitero. 1284 ‐ 1285 (cenni storici carattere generale)Attorno al 1284/1285 la chiesa subisce un radicale rifacimento in stile gotico ad opera di Arnolfo di Cambio (circa 1245-1302/1310), che ne mantiene l'abside rivolto verso via del Proconsolo (verso est). Ancora sono visibili, su tale strada, le finestre gotiche, ora tamponate, ed una parte dell'antica facciata (il frontone ed il rosone) dal cortile del’ex pretura in via de' Magazzini. La chiesa, a croce latina, possiede allora tre navate, un pavimento in materiale ceramico policromo, pareti parzialmente affrescate e una copertura a capriate decorate. Viene eretto il campanile a base quadrata. 1300 ca (cenni storici dipinto su tavola )Giotto (1267-1337) esegue il polittico per l'altare maggiore, oggi agli Uffizi, databile a circa il 1300 e raffigurante la “Madonna con il Bambino tra i Santi Nicola, Giovanni Evangelista, Pietro e Benedetto” e con “Angeli e Cristo Benedicente” nei tondi delle cuspidi. 1307 ‐ 1330 (cenni storici nuovo campanile, affreschi )Nel 1307 il campanile della Badia viene abbattuto sino alla metà della canna dopo che i monaci si erano rivelati riluttanti a pagare una tassa comunale. Sulla base quadrangolare superstite tra il 1310 e il 1330 è costruito un nuovo campanile a base esagonale per iniziativa del cardinal Matteo Orsini (m. 1340). Nel 1310 viene consacrato l’altar maggiore. Tra il 1315 ed il 1325 Giotto esegue gli affreschi della cappella maggiore (allora rivolta verso via del Proconsolo), dei quali nel 1959 sono stati rinvenuti tre frammenti: una “Testa di un pastore” (appartenente alla scena di “Gioacchino tra i pastori”), oggi conservato alla Galleria dell’Accademia, e altri due di pertinenza di una “Annunciazione” e di una “Presentazione di Maria al Tempio”. 1345 ca ‐ 1360 ca (cenni storici affreschi)Nella cappella ubicata in corrispondenza della testata della navata sinistra, di patronato dei Giochi Bastari, non verso il 1301 (come riportano talune fonti) ma verso la metà del secolo è affrescato il ciclo con “Storie di Cristo”, opera di un valente pittore fiorentino molto vicino a Giotto, per il quale sono stati fatti i nomi di Nardo di Cione (circa 1320-1366) e di Maso di Banco (m. 1348). Oggi permangono quattro lacerti raffiguranti la ”Flagellazione di Cristo”, ”Derisione di Cristo”, ”Giuda impiccato” e la “Salita di Gesù al Calvario”, staccati tra il 1958 e 1960 ed attualmente presenti nella cappella di S. Bernardo. Risale alla prima metà del Trecento anche una “Tebaide” nella controfacciata. 1423 ‐ 1425 (cenni storici affreschi, biblioteca )Nel Quattrocento, dopo il 1415, la Badia diviene un centro di cultura umanistica sostenuto fino al 1440 dall'abate portoghese Dom Gomes Eanes de Silva, detto il beato Gomezio (noto 1414-1463). Attorno al 1423-1425 l'Arte dei Giudici e Notai commissiona a Masaccio (1401-1428) un perduto “Sant’Ivo”, protettore dell'Arte, che egli affresca su un pilastro della badia davanti all'altar maggiore. Nel 1425 perviene al monastero, per legato testamentario del 1424, la biblioteca privata dell’umanista Antonio Corbinelli (1376-1425), ricca di quasi 300 codici greci e latini. Dei libri lasciati dal Corbinelli al monastero fiorentino resta il frammento di un inventario redatto dopo la sua morte. È realizzato un corposo nucleo di manoscritti quattrocenteschi miniati su incarico del monastero. 1433 ante ‐ 1439 (cenni storici Chiostro degli Aranci, affreschi )Prima dell’esilio del 1433 Cosimo il Vecchio avrebbe voluto incaricare Brunelleschi di fare un progetto di ampliamento del monastero, con l’apposizione di stemmi medicei in luogo di quelli di Ugo di Toscana, ma i monaci rifiutarono. Risalgono agli anni immediatamente seguenti l’ultimazione della costruzione del chiostro degli Aranci, opera probabilmente di Bernardo Rossellino (1409-1464) e del capomastro Antonio di Domenico, eseguita fra il 1434 ed il 1438, e la sua decorazione ad affresco, per lo più dovuta al portoghese Giovanni Consalvo (João Gonçalves) tra il 1436 ed il 1439 (“Vita di San Benedetto”). L’edificio prospiciente il chiostro viene edificato per ospitare, al piano superiore, un dormitorio con le celle dei monaci e, al piano inferiore, l’infermeria e la foresteria. Tra il 1436 ed il 1438 il Rossellino realizza per la sagrestia un tabernacolo in marmo. Nel 1436 papa Eugenio IV unisce la Badia alla Congregazione Cassinese. 1456 ‐ 1481 (cenni storici opere scultoree, parato serico )Sono realizzate varie opere scultoree in marmo da Bernardo Rossellino e dalla sua bottega nel 1456/1458 (sepolcro di Giannozzo Pandolfini, figura di primo piano nella vita politica e diplomatica della Firenze rinascimentale e benefattore della stessa Badia, morto nel 1456) e da Mino da Fiesole (1429-1484) (dossale commissionato da Dietisalvi Neroni, raffigurante la “la Madonna con il Bambino fra i Santi Leonardo e Lorenzo”, realizzato tra il 1464 ed il 1470 e già in sagrestia; sepolcro di Bernardo Giugni, deceduto nel 1466, realizzato nel 1466/1468; nuova tomba del marchese Ugo II di Toscana, eseguita tra il 1469 ed il 1481). Sempre al Quattrocento risale un preziosissimo parato di seta rossa ed oro che nelle occasioni più importanti decorava l'intera superficie interna della chiesa. Nel 1471 è annessa alla chiesa dei SS. Procolo e Nicomede, nella quale i monaci di Badia esercitano la cura delle anime dal 1060, quella di S. Martino del Vescovo. XVI inizi ‐ 1519 ante (cenni storici carattere generale)Nei primi anni del Cinquecento Giovan Battista Pandolfini fa ristrutturare a Benedetto da Rovezzano (1474-1554) il settore del monastero posto all'angolo fra via del Proconsolo e via Dante Alighieri. L’artista ristruttura anche la cappella Pandolfini, già costituente la chiesa di S. Stefano, ed erige il portale su via Alighieri e quello su via del Proconsolo, raccordato internamente da un vestibolo con loggiato che conduce all'ingresso vero e proprio della chiesa. Nel 1504 Bernardo Del Bianco commissiona a fra’ Bartolomeo (1472-1515) una pala per la cappella familiare nella chiesa, realizzata da Benedetto da Rovezzano; la tavola è consegnata nel 1507 e raffigura l’“Apparizione della Vergine a San Bernardo” (ora agli Uffizi). Francesco (1463-1519) e Marco (n. 1465) di Domenico Del Tasso eseguono il coro ligneo. 1529 (cenni storici carattere generale)Nel 1529 la pala di Filippino Lippi (1457-1504), raffigurante l’“Apparizione della Vergine a San Bernardo”, è traslata nella Badia dalla chiesa di S. Maria del Santo Sepolcro del monastero delle Campora (sottoposto alla Badia stessa), per salvarla durante il famoso assedio di Firenze. La tavola risale al 1482/1486 ed era stata commissionata da Piero di Francesco Del Pugliese (1430-1498) e dal nipote Francesco di Filippo (1458-1519). 1558 ‐ 1568 (cenni storici organo, dipinto su tavola )Nel 1558 Onofrio Zeffirini (1510-1580) costruisce l’organo di chiesa. Nel 1567-1568 Giorgio Vasari (1511-1574) realizza la tavola con l’“Assunta fra San Gabriele Arcangelo; San Michele Arcangelo, gli Apostoli e Angeli”. Il febbraio 1568 viene posta sopra l'altare maggiore della Badia, a quel tempo ancora sul lato di via Del Proconsolo. La tavola di Giotto, che vi si trovava, è spostata nel vestibolo del refettorio. Il complesso pittorico vasariano subirà uno smembramento quando, nel terzo decennio del Seicento, la chiesa sarà radicalmente trasformata. Questo provocherà la dispersione della predella di cui restano oggi solo due scomparti con "La visione del conte Ugo" e "La nascita della Vergine", conservati nella Galleria Palatina a Palazzo Pitti 1568 ca ‐ 1572 (cenni storici dipinto su tela )Fra il 1568 ed il 1572 Mirabello Cavalori (m. post 1572) dipinge per l’altare di una cappella la “Pentecoste”, mentre attorno al 1570 Giovan Battista Naldini (1531-1591) esegue la “Salita al Calvario”. 1624 ‐ 1631 (cenni storici ristrutturazione barocca )senese Serafino Casolani, divenuto abate nel 1624, promuove la ristrutturazione integrale della chiesa arnolfiana, probabilmente suggerendo lui stesso il progetto all'architetto Matteo Segaloni o Segalini (noto 1627- m. ante 1647), che dirige i lavori. Fra il 1626 e il 1631 è mutato l'orientamento del presbiterio, ora posto a sud, realizzando una chiesa a croce greca. I capitelli dei semipilastri e delle lesene sono scolpiti da Giovanni Masoni, appartenente ad una nota famiglia di scalpellini e lapicidi, attivo pure nel cantiere della chiesa di Ognissanti. Fra il 1628 ed il 1631 Felice Gamberai (noto 1620-1650 circa) realizza il soffitto ligneo a cassettoni, sorretto dalle capriate medievali sovrastanti. 1663 ‐ XVII (cenni storici carattere generale)Tra il 1663 ed il 1666 Onorio Marinari (1627-1715) dipinge per il dossale dell'altare di patronato dei Covoni un “San Mauro che risana alcuni storpi”. Vi si riunisce la Compagnia di S. Omobono, patrono dei sarti. 1717 ‐ XVIII (cenni storici affreschi, dipinto su tavola )Nel 1717 il quadraturista Pietro Anderlini (1687-1655) lavora nella cappella di S. Mauro dei Covoni, insieme al figurista Vincenzo Meucci (1694-1766). Nel 1734 Giovan Domenico Ferretti (1692-1768) affresca il coro (“Incoronazione della Vergine” e “Assunzione della Vergine”), mentre l’Anderlini esegue le quadrature architettoniche. Il Ferretti dipinge anche il quadro con il “Martirio di Santo Stefano”. In quel secolo è traslata alla Badia dalla chiesa dei SS. Apostoli la tavola raffigurante la “Pentecoste” di Andrea Orcagna (circa 1310-1368) e del fratello Jacopo di Cione (1325-1399), databile al 1362/1365, ora alla Galleria dell’Accademia. 1755 (cenni storici carattere generale)Nel 1755 è annessa alla chiesa di S. Procolo quella di S. Apollinare. 1778 ‐ 1794 (cenni storici carattere generale)Nel 1778 la parrocchia è traslata dalla chiesa di S. Procolo alla Badia: “la cura di questa Chiesa (che era in S. Proclo e S. Nicomede [chiesa del vecchio spedale in via de’ Girardi, concessa dal vescovo ai monaci nel 1064, consacrata nel 1087], soppressa nel 1778, ed una delle 36 Rettorie) è preseduta da un Religioso Monaco Cassinese, a nomina del Padre Abate di governo, da approvarsi dall’Ordinario mediante il solito esame” (Luigi Santoni). Nel 1794 è alterato il campanile, dove vengono murate le bifore medievali. 1810 ‐ 1847 (cenni storici carattere generale)Nel 1810 il monastero viene soppresso e frazionato. Il patrimonio artistico è in parte disperso. Nel 1847 il ‘popolo’ della Badia conta 1.222 anime; dal 1841 è curato della chiesa dom Roberto Ruglioni. Nel complesso monastico vi esistono le sedi della Compagnia del SS. Sacramento, della SS. Trinità e di S. Ansano e di quella di S. Antonio, oltre all’oratorio del SS. Crocifisso, di pertinenza della Confraternita della Misericordia in seguito al lascito della famiglia Bonsi. 1870 (vicende conservative portale marmoreo)Nel 1870 il portale di Benedetto da Rovezzano su via del Proconsolo è riconfigurato, sostituendo gli elementi troppo erosi e mettendo alcuni gradini al posto di una scalinata a due rampe con balaustra. In quell'occasione è anche aggiunta una lunetta invetriata attribuita a Benedetto Buglioni (1461-1521). 1900 (vicende conservative caampanile)Nel 1900 viene restaurato il campanile. 1919 ‐ 1925 (cenni storici carattere generale)Nel 1919 i monaci lasciano la Badia, che passa ai Vallombrosani fino al 1925 quando la chiesa passa all’Ordinario. 1964 ‐ 1993 (cenni storici carattere generale)Dal 1964 è parroco monsignor Gino Bonanni (1913-1995) da Vicchio di Mugello, già rettore del Seminario di Firenze e che vi rimane fin’oltre il 1993. Durante l’alluvione del 1966 la chiesa è danneggiata; così scrive in un suo diario monsignor Bonanni: “sradicati i portoni della chiesa. La chiesa della Badia è stata invasa dalle acque che hanno lasciato detriti di melma fino al coro”. Nel 1970 la parrocchia conta 935 anime e nel 1993 sono 400. 1978 ‐ 1981 (vicende conservative organo)Nel 1978-1981 viene restaurato l’organo Zeffirini. 1998 (cenni storici carattere generale)Nel 1998 parte del complesso riprende la funzione di monastero con l’introduzione della comunità religiosa delle Fraternità monastiche di Gerusalemme, fondate da Pierre-Marie Delfieux (1934-2013). 2001 (vicende conservative campanile)Il campanile viene restaurato nel 2001.
Tipologia

Chiesa Sussidiaria

Indirizzo
Via Del Proconsolo - Firenze - Firenze - Toscana
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Servizi
Accesso liberoVisite guidate
Giorni di apertura
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Orari di apertura

09:00-18:00

Biglietti

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