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Cappella della Beata Maria Vergine del Carmelo

Chiesa
  • Toscana
  • FirenzeBorgo San Lorenzo
XVIII ‐ 1743 (origini carattere generale)La Cappella della Beata Vergine del Carmelo a Rabatta è stata realizzata nel 1928, dopo il crollo della primitiva piccola cappella, documentata dal XVIII secolo. Gli studi del Giovannini riportano che nel 1743 il funzionario granducale Valentino Felice Mannucci si fermò durante una visita nel Mugello a Rabatta e scrisse: “Dopo la villa dei Signori Pecori Giraldi, ecco la villa dei Signori da Rabatta posta ad oriente, dove ancora vi è uno stanzone che serve ad uso di rimessa e stallaggio nella quale stanno fino a ottanta cavalli. Nel principio della strada maestra, che conduce a Vicchio, vi è una piccola cappellina, dove dipinta in affresco, vi è una immagine di Nostra Donna, d’antico pennello, e per di fuori sopra l’architrave vi sono l’arme antiche in pietra dei da Rabatta. In oggi questa cappella è malamente di tal forma che non vi si celebra più e sta esposta al pubblico servizio di chi passa”. 1748 (cenni storici carattere generale)Il Brocchi nella sua Descrizione della Provincia del Mugello riporta: “Alla villa de’ Signori Rabatti, detta de’ quattro Venti, vi è un Oratorio fabbricato in onore della Santissima -vergine Assunta in Cielo. Di questa antichissima nobil Famiglia ne sono andati alcuni rami in altri paesi, ed in specie uno si ritirò in Friuli a’ tempi de’ Guelfi, e Ghibellini, il quale ivi possiede molti feudi, come riferisce il citato Signor Manni nella sua Illustrazione del Boccaccio, quando tratta della Novella di Messer Forese da Rabatta, della qual Famiglia ne è pure rimasto, benché assai decaduto di sostanze, un ramo in Mugello, avendo già questo posseduto ivi moltissimi effetti, siccome un bel palazzo in Firenze incorporato in oggi nell’accrescimento di quello assai magnifico fatto modernamente da’ Signori Marchesi Pucci.” XIX ‐ 1823 (cenni storici carattere generale)Per più di un secolo le vicende della cappella restano sconosciute, fino alla prima metà dell’Ottocento quando venne in parte restaurata per volere della famiglia Rosselli del Turco che aveva acquistato beni e possedimenti a Rabatta. Nelle carte topografiche leopoldine del 1823 la prima ed antica cappella dedicata a “Nostra Donna”- alla Madonna - viene individuata dal Giovannini nei pressi della villa. La cappella doveva essere di piccole dimensioni, troppo esigue per accogliere il gran numero di fedeli soprattutto in occasione della festa di Sant’Antonio Abate, quando i contadini attendevano la benedizione delle semenze e del bestiame. 1919 ‐ 1920 (cenni storici carattere generale)A seguito delle scosse telluriche che investirono il Mugello, il 29 giugno 1919 la cappella crollò irreparabilmente. Dopo il drammatico evento, fu presto condivisa la necessità di ricostruirne una nuova con maggiori dimensioni rispetto all’originaria. Di tale opera si occupò la nobile famiglia Del Campana, originaria di San Godenzo e proprietaria di beni e terreni a Rabatta tra i quali la villa che fu abitata dai Da Rabatta e dai Rosselli del Turco. 1927 ‐ 1928 (cenni storici carattere generale)Nel 1927 la famiglia Del Campana mise a disposizione il terreno in cui erigere la nuova cappella con l’approvazione del pievano Don Canuto Cipriani e dell’Ufficio Tecnico del Comune. Il progetto fu commissionato a Dino Chini, della famosa famiglia di decoratori, che disegnò la nuova cappella in stile neogotico, particolarmente in voga in quel momento. Il Messaggero del Mugello del 28 luglio 1928 riporta: “Il nuovo Oratorio sorgerà a cura della nobil famiglia Del Campana, che apparteneva già ai nobili Signori Rosselli del Turco. Sebbene semplice sarà più elegante e più grande dell’antico, sono invitati a presiedere gli abitanti di Rabatta, Stecconaia, Matagnano, La Gracchia e Sagginale.” Ancora: “l’Oratorio sorgerà in sostituzione della vecchia Cappella, rovinata dal terremoto, di faccia all’antica chiesuola, nei pressi della villa Del Campana.” 1928 (cenni storici carattere generale)Il 05 agosto 1928 si tenne la solenne celebrazione della posa della prima pietra, l’Oratorio fu dedicato alla Beata Vergine del Carmelo, a San Francesco d’Assisi e a Sant’Antonio Abate. L’intitolazione alla Madonna derivò dalla primitiva cappella, quella a San Francesco d’Assisi poiché il prof. Domenico Del Campana faceva parte del terzo ordine francescano del convento di San Carlo ed infine a Sant’Antonio Abate poiché i contadini ne erano profondamente devoti. Riporta la cronaca del Messaggero: “Il pievano … benedì la prima pietra dell’edificio, quadrata, angolare, con sei lati eguali, formante un cubo perfetto. Aiutato nella lunga cerimonia dal Rev. Priore Don Cosi, il Pievano graffì una croce su ogni parte della pietra, recitando poi le varie antifone. Nella pietra quadrangolare vennero poste le monete dell’epoca, medaglie a ricordo dei Santi protettori dell’Oratorio, i dati riguardanti l’attuale Pontificato e quelli del fondatore comm prof. Domenico Del Campana”. 1928 ‐ 1929 (cenni storici carattere generale)Il Giovannini riporta che le famiglie della zona contribuirono alla realizzazione dell’opera, chi faceva da manovale, chi portava il legname, chi la rena, chi andava a prendere i mattoni alle formaci Brunori. Tra queste vengono ricordati i Latini, Tassini, Vitali, Bettini, Capecchi, Giovannini, Bucelli, Frizzi, Graziani, Fredducci, Rossini, Giannini, Tarchi, Calzolai, Lastri, Panchetti, Beni ed altre. 1929 (cenni storici carattere generale)Conclusi i lavori, il 06 gennaio 1929 la cappella fu aperta al culto e benedetta con celebrazione officiata da Monsignor Bonardi Vescovo Ausiliare e pievano di San Giovanni Maggiore, secondo la cronaca parteciparono Monsignor Ugo Corsini pievano di Borgo San Lorenzo, Monsignor Renzo Bensi Segretario dell’Arcivescovo di Firenze, i parroci di San Martino a Vespignano, San Miniato a Piazzano e San Quirico a Uliveta, oltre alle autorità locali e al popolo. Nel pomeriggio, Monisgnor Bonardi cresimò duecento ragazzi delle parrocchie limitrofe. L’edificio fu accolto con grande entusiasmo, si legge sul Messaggero: “Il bell’insieme architettonico dell’Oratorio e del campanile, nonché l’artistica decorazione e i bellissimi ornati dell’interno della graziosa chiesetta, si devono alla geniale opera dell’artista borghigiano Dino Chini, il quale ha saputo tradurre in atto l’idea squisitamente nobile e altamente cristiana dei Del Campana di dotare Rabatta ai bisogni di quella popolazione”. 1929 (cenni storici carattere generale)L’edificio conservava in tre altaroli le reliquie dei Santi martiri Antonio, Genziano, Massimo e Benedetto. L’8 gennaio 1929, padre Vittorio Vettori del Convento francescano di San Detole a Contea benedì le stazioni della Via Crucis realizzate dallo scultore padre Edoardo Rossi del Convento del Bosco ai Frati, anch’egli presente alla cerimonia. 1960 (cenni storici carattere generale)Nel corso degli anni ’60 del Novecento, la famiglia Del Campana lasciò, al suo posto un ramo della famiglia Colonna di Roma acquisì la proprietà della villa e si occupò della Cappella. 2006 (cenni storici carattere generale)Quando anche la famiglia dei Colonna lasciò Rabatta, la villa fu venduta e con l’intervento degli impresari edili Questori fu trasformata in abitazioni private. La cappella fu restaurata, come ricorda la lapide apposta in controfacciata dedicata alla Signora Bruna Giannini Questori, ed acquisita dalla parrocchia della Pieve di San Lorenzo. Nel 2006 è stata realizzata una nuova mensa eucaristica in legno.
Tipologia

Cappella Sussidiaria

Indirizzo
Borgo San Lorenzo - Firenze - Toscana
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Servizi
Accesso liberoVisite guidate
Giorni di apertura
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Orari di apertura

09:00-18:00

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