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Badia di Santa Maria a Vigesimo

Chiesa
  • Toscana
  • FirenzeBarberino Di Mugello
1069 ante ‐ 1069 (origini carattere generale)La chiesa benedettina di S. Maria Assunta a Vigesimo (toponimo che si riferisce ad un “vicus et mansio ad vigesimum lapidem” di una strada romana che da “Florentia” conduceva al di là degli Appennini attraverso la Val Marina ed il Passo delle Croci a Combiate e che taluni hanno ritenuto identificare con la cosiddetta “Flaminia Minor”, la strada militare realizzata nel 187 a. C.) è fondata prima del 1069, in una posizione dominante (forse già devastata dalle truppe ostrogote di Radegasio nel 405), per volontà dei Cattani del castello di Combiate e posta alle dipendenze della badia di S. Michele a Passignano, dove sono attestati i Vallombrosani già dal 1049. In tale anno (1069) l’abate di Passignano Leto concede a livello a Gherardo di Azzo e a Pietro di Furcolo alcune terre poste a Vigesimo. 1074 ‐ XI (cenni storici carattere generale)Nel 1074 Guido del fu Manfredo da Barberino e Rodolfo, suo figlio, promettono a Leto, abate di Passignano, “di non recare molestia ai possessi spettanti alla chiesa di S. Maria in Vigesimo, in luogo detto Valle, nel piviere di S. Gavino in Mugello” e per tale motivo ricevono in cambio una veste in pelliccia di volpe. Nel 1078 Ubero e Teuderico di Ugo dei Cattani di Combiate, stando a Vigesimo, donano delle terre allo ‘spedale’ di Affrico (vicino al castello di Combiate), ceduto ai monaci di Passignano. Teuzzo di Bonatto di Ceraino fa una donazione a S. Maria. 1110 ‐ 1120 (cenni storici carattere generale)Nel 1110 Alberto di Pagano da S. Andrea a Vigesimo (a Camoggiano?) fa una donazione all’abate di Passignano, Ugo, per la chiesa di S. Maria a Vigesimo. Nel 1116 (stile moderno) il prete Azzo dona al monastero di Passignano, sempre per la chiesa di S. Maria, tutte le case, terre e vigne che possiede nella “curtis” di Barberino e nel “vicus” di Vigesimo. I Cattani restano patroni della chiesa fino al 1120, quando cedono tale patronato all’abate di Passignano Ambrogio e ai monaci di quella badia. In quell’anno l'abate, Ambrogio, ricevuto in dono dal vescovo fiesolano Giovanni II un terreno contiguo alla chiesa di Vigesimo, vi edifica la canonica. Allora esistono la chiesa romanica (avente l’abside semicircolare rivolta ad est e la facciata ad ovest, realizzata in conci d’arenaria), il monastero e uno ‘spedale’, ceduto ai monaci dai Cattani. È una semplice prioria vallombrosana alle dipendenze di Passignano (come la chiesetta e l’“hospitium” posti presso il Passo delle Croci di Calenzano). 1140 ante ‐ XII (cenni storici ampliamento di chiesa e monastero, loro patronato )Nel 1140, dopo essere stata ampliata, la chiesa di Vigesimo viene consacrata. Attorno al 1145 è ristrutturata ed ampliata la struttura a guisa di fortilizio del contiguo monastero con il chiostro e con la canonica. Nel 1170 la chiesa è ricordata sempre come prioria dal vescovo fiorentino Giulio (m. 1182) – come lo sarà anche nel 1177 – quando su incarico di Alessandro III, si occupa della reintegrazione degli scismatici nella Chiesa ufficiale e del riordinamento dei monasteri della diocesi. Nello stesso 1170 Turpino e Ugo figli di Uberto Alpigiano da Combiate e altri loro consorti vendono per 100 lire di denari vecchi lucchesi a Ugo, abate di Passignano, la canonica e chiesa di S. Maria a Vigesimo, allora arbitrariamente ritenute ancora di loro padronato, con la promessa nel contempo di non vendere né alienare ad altri i diritti che essi dichiarano di avere sul monastero di Passignano. Viene unito a Vigesimo lo ‘spedale’ di S. Lorenzo a Gabbiano (memoria del “praedium” di un Gavius). XIII (cenni storici carattere generale)Nel Duecento l’abate di Passignano esercita sempre i diritti di patronato sulla chiesa di Vigesimo. 1401 (cenni storici carattere generale)Nel 1401 l’abate di Vallombrosa, Bernardo Gianfigliazzi, si lamenta con il cardinal Angelo Acciaioli (1340-1408) che “un bastardo di cinque anni ha in commenda il priorato di Vigesimo”. 1490 ‐ 1506 (cenni storici da priorato a badia, dipinto su tavola)Nel 1490 La chiesa viene elevata a badia indipendente (cosa negata però dal Repetti). In quell’anno la commenda di Vigesimo passa al “cardinale di Mantova” (un Gonzaga?). La chiesa viene abbassata di circa 3 metri, è rifatta la copertura e forse allora viene demolita l’abside e sostituita con una scarsella. È dipinta per l’altar maggiore una tavola con l'“Assunta e i Santi Giovanni Gualberto e Benedetto con il donatore”, che, secondo una tradizione oggi non più condivisa, sarebbe stata iniziata dal Ghirlandaio 1448-1494) e terminata solo dopo la sua morte da Cosimo Rosselli (1439-1507). Anna Padoa Rizzo nel 2002, Maria Matilde Simari e Anna Bisceglia nel 2008 e Lucia Aquino nel 2017 ribadiscono l’attribuzione al solo Rosselli, mentre Cristina Acidini Luchinat nel 2008 sostiene che fu ideata dal Ghirlandaio negli anni Novanta e conclusa dopo la sua morte dal Rosselli entro il 1505. Il committente dovrebbe essere Domenico di Guglielmo, priore di Vigesimo dal 1488 al 1506. 1494 ‐ XVI (cenni storici campana, dipinto)Nel 1494 viene fusa una delle campane per il campanile a vela. Nella chiesa è anche realizzato un dipinto con la raffigurazione della “SS. Annunziata”, fortemente ispirato a quella dell’omonimo santuario fiorentino. 1508 ‐ 1520 (cenni storici carattere generale)Nella prima metà del Cinquecento il piccolo podere della Casaccia, non distante dalla badia, appartiene alla badia di S. Maria, comparendo tra i beni della badia stessa nelle Decime del 1508 e del 1520 ("Una casa luogo detto la Casaccia con 2 pezzi di terra lavorativa e vignata, [confina a] 1° via, 2° badia di Vigesimo"). 1552 ante ‐ 1568 (cenni storici carattere generale)Angelo Busini, priore perpetuo di Vigesimo, vuole che dopo la sua morte il monastero non diventi più una commenda e lo cede all’Ordine, il quale, per riconoscenza, lo nomina in perpetuo abate ed amministratore di Vigesimo, con approvazione di Giulio III del 1552. Sempre nel 1522 è fusa una seconda campana. L’edificio sacro è consacrato nel 1568. XVI fine ‐ XVII inizi (cenni storici monastero)Secondo talune fonti il monastero diverrebbe vallombrosano solamente nel 1591, ma la notizia pare infondata. Tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento la facciata del monastero, a destra della chiesa, assume le forme qualificate dal bel portale centinato a bugne lisce e con l’estradosso dell'arco a fiamma. 1623 ‐ 1676 (cenni storici rifacimenti parziali della chiesa)Nel 1623 la badia è innalzata a Badia Collegiata indipendente, ma nel 1625 torna a dipendere da Passignano e i monaci sono ridotti all’abate, al priore, al curato, ad un converso e al priore di Gabbiano. La chiesa ed il monastero sono ristrutturati una prima volta nel 1640-1676. Una finestra della facciata pare rechi la data del 1640. Da un disegno, conservato presso l’Archivio di Stato di Firenze, possiamo vedere che la chiesa presenta allora una facciata qualificata da un loggiato a tre luci con archi sorretti da colonne ed un sovrastante finestrone centinato; il monastero sulla destra è qualificato già dal predetto portale, tuttora esistente. Sul retro della chiesa, a sinistra, vi compare una torre campanaria non più esistente all’infuori del settore basamentale. 1662 ‐ 1676 (cenni storici carattere generale)Nel 1662 l’abate Epifanio Giorgi fa erigere il secondo altare di sinistra, dedicato alla SS. Annunziata, e pone una tela attorno al quadro quattrocentesco. Nel 1676 giunge dalle catacombe romane di San Ciriaco il corpo di S. Vincenzo Martire, collocato sotto l’altar maggiore. Nel medesimo 1676 avviene la permuta di alcuni beni tra i Cattani e la Badia di Vigesimo, con la quale Piero Cattani acquisisce una "presa di terra con castagnoli luogo detto alla Casaccia”. 1705 (cenni storici carattere generale)Nel 1705 l’abate Cirillo Giorgi edifica il secondo altare di destra, dedicato alla Vergine dei Dolori. 1740 ‐ 1744 (cenni storici inizio dei rifacimenti tardobarocchi )Il complesso è ristrutturato una seconda volta a partire dal 1740, periodo di massimo impegno nel rinnovamento della Badia da parte dell'abate Atanasio Veneziani. Nel 1741 sono realizzati, al di sopra dei confessionali in legno di noce finemente intagliati, vari episodi della “Vita della Madonna”. Nel 1744 è costruita la fastosa cantoria in controfacciata ed i lavori architettonici all’interno sono sostanzialmente ultimati. 1744 ‐ 1749 (cenni storici nuova facciata, lavori di decorazione pittorica )Nel 1747 Vincenzo Pacini (altrimenti non noto, ma si potrebbe trattare di un parente del pittore Sante di Giuseppe Pacini, 1734-1800/1801, documentato dal 1761) dipinge nell’aula sei ovali, tre per parte, raffiguranti altrettanti “Santi Vallombrosani”. Il 1749 è la data scritta su una delle finestre della facciata, che riceve gli attuali connotati leggiadramente barocchetti. Fra il 1744 ed il 1749 il plastificatore e stuccatore Francesco Maria Arrighi, attivo in Toscana tra il 1740 ed il 1761, esegue per tale facciata le due statue allegoriche in intonaco e stucco raffiguranti “La Giustizia” e “La Misericordia”, opere erroneamente credute da talune fonti dell’orafo milanese Giovan Francesco Arrighi (1646-1730), allievo di Bartolomeo Colleone e morto nel 1730, una quindicina di anni prima dell’edificazione della nuova facciata. Il prospetto tergale del monastero presenta un loggiato con un'elegante serliana tuscanica, preceduta da una scalinata. 1785 ‐ 1794 (cenni storici carattere generale)Nel 1785 il priorato dei monaci viene secolarizzato, ma è ripristinato nel 1794 per insistenza del ‘popolo’. 1801 ‐ 1806 (cenni storici affreschi, organo )Nel 1801-1802 padre Giusto Rossi, amico dell'abate Epifanio Restoni, realizza nel presbiterio due affreschi che rappresentano la “Sacra Famiglia” e la “Madonna con Gesù Bambino e San Giovannino”. Nel 1806 Michelangelo Paoli (1777-1854) esegue il nuovo organo, riccamente decorato con modanature e intagli dorati. 1810 ‐ 1821 (cenni storici carattere generale)Il cenobio è soppresso in età napoleonica (1810) ed i beni già della badia passano per alcuni anni ai Dufour Berte. La documentazione della Badia è versata all'Archivio del Demanio del Dipartimento dell'Arno. Da tale epoca la chiesa parrocchiale di S. Maria viene amministrata da un curato congruato (il primo sarà il monaco vallombrosano Giuseppe Becheria); è dichiarata priora secolare dall’arcivescovo di Firenze Pier Francesco Morali (1758-1826) con decreto del febbraio 1821, poco prima di essere assegnata dalla pieve di S. Gavino Adimari alla nuova pieve di S. Silvestro a Barberino. 1833 ‐ 1850 ca (cenni storici carattere generale)Nel 1833 il ‘popolo’ di Vigesimo conta 224 anime, nel 1847 sono 266. Dal 1845 è parroco di S. Maria don Papia Toccafondi; il patronato spetta al Granduca “per le ragioni del Padre Abate di Vallombrosa”. “Vi esiste un Crocifisso posto all’altare di detto titolo in Cornu Evangelj [a sinistra], a cui il popolo ha venerazione” (Luigi Santoni). A metà dell’Ottocento un restauro copre con un anonimo grigio i colori settecenteschi originali della facciata. 1919 ‐ 1934 (cenni storici carattere generale)Nel 1919 la chiesa è danneggiata dal terremoto e rimane vacante fino al 1927. Nel 1934 è parroco di S. Maria don Bruno Panerai (1901-1980), poi parroco di s. Felice in Piazza, a Firenze. 1979 ‐ 1987 (cenni storici carattere generale)Nel 1970 è vicario economo della chiesa don Giuliano Catani (1923-2007) da Barberino di Mugello, parroco di San Silvestro sempre a Barberino. La parrocchia conta 448 anime. Nel 1986 la parrocchia è unita a quella di S. Silvestro. Nel 1987 la canonica è adibita a casa del clero. 1996 (vicende conservative facciata)Nel 1996 è restaurata la facciata della chiesa. 2000 ‐ 2019 (cenni storici dipinti su tela)Nel 2000 sono trafugati dalla chiesa due dipinti ottagonali raffiguranti “San Giovanni Battista” e “Santa Caterina d’Alessandria”, poi venduti all’asta a Torino nel 2002. Le opere sono ritrovate dai Carabinieri di Genova nel 2019. 2007 ‐ 2007 post (cenni storici ex monastero)Ex canonica e monastero sono recuperati a fini residenziali; i lavori iniziano nel 2007 e portano alla realizzazione di 14 unità immobiliari. 2019 ‐ 2025 (vicende conservative intero bene)Dopo il sisma del 9 dicembre 2019 la chiesa è sottoposta ad un complessivo restauro, terminato nel 2025. Il 10 maggio 2025 la chiesa viene riaperta al culto.
Tipologia

Chiesa Sussidiaria

Indirizzo
Via Di Badia,19 - Barberino Di Mugello - Firenze - Toscana
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Servizi
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Giorni di apertura
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Orari di apertura

09:00-18:00

Biglietti

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