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Cappella di San Bernardino da Siena

Chiesa
  • Piemonte
  • TorinoLusernetta
XV (affreschi interno)Le pareti laterali del presbiterio sono ornate da pregevoli dipinti, attribuibili verosimilmente all'ignoto pittore detto il Maestro di Lusernetta, attivo nel primo quattrocento. Le pitture murali del presbiterio raffigurano il Pantocratore con il tetramorfo sulla volta, gli apostoli Pietro, Andrea, Giacomo Maggiore, Giovanni, Tommaso, Giacomo Minore sulla parete sinistra e su quella destra Filippo, Bartolomeo, Matteo, Simone, Taddeo, Mattia (tutti identificati dalla scritta). Sulla destra della parete absidale sono distinguibili le vesti di S. Chiaffredo, del tardo ‘400 e S. Bernardino. Il dipinto è da iscrivere dopo la morte del Santo avvenuta verso il 1440. A sinistra S. Stefano inginocchiato davanti al Salvatore. La fascia superiore è caratterizzata da una Madonna con Bambino in trono e i santi Maria Maddalena e Giovanni Battista. (cartello informativo posto nei pressi della cappella); (Elena Romanello, 1999, pp. 275-300) XV (affreschi interno)Sulla parete di sinistra, in alto, sono raffigurati S. Giorgio e S. Michele (sec. XV) e a metà della parete del fianco destro S. Marta e S. Nicola da Tolentino (sec. XV). (cartello informativo posto nei pressi della cappella); (Elena Romanello, 1999, pp. 275-300) XV ‐ XVI (costruzione intero edificio)"costruita fra il 1450 e l'inizio del '500 con funzione di cappella gentilizia dei conti Luserna di Rorà." (Signorelli, 2004, p. 116); Il suo nome è legato a San Bernardino da Siena (1380-1444) che intorno al 1425 si recò nelle valli di Luserna per la conversione dei valdesi ed è proprio in suo onore che venne dedicata questa cappella. (cartello informativo posto nei pressi della cappella) metà XV (affreschi interno)La specificità degli affreschi di Lusernetta consiste nell'essere l'unico documento figurativo pinerolese rimastoci databile con certezza a metà Quattrocento: il fatto che senza l'aggancio cronologico fornito dalle pitture di Auron (1451), le opere di tale artista possano essere riferite ad almeno venti anni prima sottolinea la presenza del discorso jaqueriano che trova qui il suo termine, proprio a ridosso, dell'acquisizione ed elaborazione delle novità fiamminghe che stavano probabilmente penetrando nel pinerolese e che la tradizione jaqueriana rifiutava, con rare eccezioni. Quindi nessun effetto delle luminose novità fiamminghe, inclini alla minuziosità descrittiva del quotidiano. (Elena Romanello, 1999, pp. 275-300) 1451 (edificazione intero bene)"Oltre alla processione in suo onore, affinché scongiurasse la peste, Nicolò V concesse l'indulgenza a tutti coloro che avrebbero visitato il 20 maggio 1451 la cappella di S. Bernardino eretta dal nobile Gerardo Trucchietti, su concessione del 9 gennaio 1451, nel chiostro dei frati minori di Pinerolo." (Elena Romanello, 1999, pp. 275-300) 1512 (affreschi interno)Sulla parete di sinistra “La Madonna con il Bambino” (probabilmente di J. Longo – 1512) a destra della Madonna è rappresentato S. Sebastiano trafitto, mentre a sinistra S. Biagio; sotto, le donne inginocchiate appartengono alla famiglia dei conti di Rorà, committenti dell’affresco. (cartello informativo posto nei pressi della cappella); (Elena Romanello, 1999, pp. 275-300) 1584 (visita pastorale intero bene)La visita pastorale compiuta da monsignor Angelo Peruzzi avvenne nel 1584, e la cappella risultava essere decorata da affreschi per la maggior parte cancellati. (Elena Romanello, 1999, pp. 275-300) 1613 (preesistenza intero bene)Esistente nel 1613, «chiesa vetusta […] tuttora esistente in mezzo al cimitero, con altare maggiore ed un altro a sinistra entrando, dedicato all'Immacolata Concezione. Con antiche e pregevoli pitture: «queste rappresentano il detto Santo sul pergamo in atto di predicare, con a destra i vari cattolici, che lo ascoltano, e a sinistra un valdese». (Caffaro, 1908, vol.6, p. 545) 1670 (affreschi interno)Monsignor Michele Beggiano descriveva nel 1670 l’interno della chiesa di S. Bernardino «sub fornice picto est icona in muro cum imagine sancti Bernardini et aliorum quamplurium». Non si sa con certezza se il termine icona indichi l’attuale affresco oppure una tela; infatti la scena della predica di san Bernardino è racchiusa da una cornice in stucco probabilmente tardo-cinquecentesca con testa di cherubino. Essa potrebbe aver contenuto l’”icona decente” che il visitatore apostolico Angelo Peruzzi ordinò di porre sull’altare e che venne ignorata nelle visite pastorali successive, forse perché rimossa. 1749 (carattere generale intero bene)Nel 1749 si ha notizia della cappella di San Bernardino (ricca di affreschi del 1400) sita nel cimitero, dove si funziona poiché la parrocchia esiste "de facto" ma non ancora "de jure". (Don Giorgio Grietti, 2017, p. 114) 1754 (preesistenza intero bene)Vi si svolgevano però funzioni in qualche modo parrocchiali nella cappella di S. Bernardino da Siena fino al 1754 quando queste funzioni vennero trasportate nella cappella campestre di Sant’Antonio Abate. (Caffaro 1903, VI, pp. 545 sgg.) XIX (preesistenza altari laterali)La chiesa aveva al tempo oltre all’altare maggiore, un altro, a sinistra entrando, dedicato all’Immacolata Concezione. (Caffaro, 1908, vol.6, p. 546) fine XIX (ristrutturazione intero bene)Sul davanti è stato costruito alla fine dell’800 un avancorpo in stile neogotico, che probabilmente ha sostituito l’antico nartece. Sulla facciata, in alto, campeggia lo stemma che rappresenta la fusione di due casati: quello del conte Enrico Morozzo e Irene Veraris di Castiglione, nobili torinesi che verso la fine del 1800 si occuparono della risistemazione della cappella. (cartello informativo posto nei pressi della cappella) 1974 (datazione decorazioni interne)Giovanni Romano nel 1974 riconobbe la stessa mano di Lusernetta negli affreschi, datati 10 ottobre 1451, della chiesa di S. Erige ad Auron, nelle Alpi marittime, per evidenti affinità stilistiche fu possibile riferire gli affreschi di Lusernetta allo stesso periodo. La datazione degli affreschi intorno alla metà del XV sec. parrebbe inoltre supportata da notizie di solenni celebrazioni nel Pinerolese avvenute nel 1451, in occasione della beatificazione di san Bernardino da Siena (1450). (Elena Romanello, 1999, pp. 275-300) 1975 (restauro affresco interno)Venne effettuato un primo restauro nel 1975 e si portò alla luce l’attuale affresco della Madonna con il Bambino, che era visibile solo per metà e poi nel 1991 si procedette ad un secondo restauro. (cartello informativo posto nei pressi della cappella) 1991 (restauro affresco interno)L'affresco della Madonna con il Bambino venne poi di nuovo restaurato nel 1991. (cartello informativo posto nei pressi della cappella) 1997 (ritrovamento affresco interno)Nel 1997, durante i lavori di restauro del sottotetto, fu messo in luce, nella parte settentrionale, all'altezza della Madonna della Misericordia, un san Giorgio a cavallo nell'atto di sconfiggere il drago, da considerarsi coevo alle pitture del presbiterio. L'ipotesi che la decorazione pittorica quattrocentesca fosse più estesa di quella che si conserva e che la volta originale della navata sia stata ribassata in un momento successivo trova conferma nelle visite pastorali del '700. (Elena Romanello, 1999, pp. 275-300) 2000 (restauro interno)Fino all’anno 2000 vennero eseguiti i lavori di restauro che interessarono anche la bassa volte a botte, probabilmente risalente all’800 e abbattuta per portare alla luce i pregevoli e antichi dipinti. (cartello informativo posto nei pressi della cappella) 2001 (fine lavori restauri)La figura di S. Michele Arcangelo che trafigge il demonio è da riferire al Maestro di Lusernetta; i risultati dei restauri sono stati resi noti al pubblico il 20 maggio 2001. (Elena Romanello, 1999, pp. 275-300)
Tipologia

Cappella Sussidiaria

Indirizzo
Lusernetta - Torino - Piemonte
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Servizi
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Giorni di apertura
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Orari di apertura

09:00-18:00

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