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Cappella di San Michele Arcangelo

Chiesa
  • Piemonte
  • TorinoLanzo Torinese
XVI (costruzione intero bene)La costruzione dell'edificio può essere ricompresa tra le cappelle campestri costruite nelle valli di Lanzo tra XVI e il XVII secolo. Essa venne eretta su un pilone votivo preesistente, ed è legata all'antica tradizione alpina delle "cappelle della posa", dove vi sostavano le salme dei defunti che dai paesi vicini venivano portate al cimitero di Gisola, anticamente unico camposanto cristiano delle Valli. 1503 (visita pastorale intero bene)La cappella è menzionata nella visita pastorale di mons. Giovanni Ludovico della Rovere. L'oratorio o cappella di San Michele è situato "extra et prope locum Lancey", cioè fuori dall'antico Borgo che si apre alla Torre di Aimone, ma non distante da esso, e la relazione precisa trovarsi nella località detta ad Upiorum, dal nome del torrentello che scorre tra la collina di San Michele e quella di Margaula e va a sfociare nella Stura a monte del Ponte del Diavolo. Il parroco di Lanzo, Giacomo Rossatto di Castagnole di Germagnano, pare avesse favorito la richiesta della comunità lanzese di autorizzazione alla celebrazione della messa. Monsignor della Rovere concesse agli uomini, ai sindaci e alla comunità di Lanzo la facoltà di celebrare messe nella cappella "per vos constructa", ovvero costruita allora e non ultimata, purché la stessa venisse debitamente chiusa tutto attorno. Nel documento si specificano i confini: la via pubblica, gli eredi del nobile Aresmino Ferrerio e il torrente. 1688 (testamento carattere generale)Nelle disposizioni testamentarie del priore Rocco Graneri, del 23 maggio 1688, rogato dal notaio Giuseppe Rodolfo del Zoppo, vengono suddivisi i suoi beni fra i nipoti Teppa. All'erede universale Giampietro, legò la maggior parte dei suoi beni con l'obbligo di far celebrare una messa cantata cadun anno alla cappella di San Michele e di far distribuire la Carità conforme al solito e di far suonare la libardetta. 1750 (relazione parrocchiale intero bene)Nella relazione sullo stato delle chiese, redatta dal vicario di Lanzo, Monsignor Canigia, l'edificio è inserito nell'elenco delle cappelle campestri presenti sul territorio in quella data, e lo si dice di appartenenza del signor Lorenzo Teppa, erede e nipote del priore don Rocco Graneri di Ceres, cui spettava l'onere di provvedere alla manutenzione e all'arredo sacro. Don Canigia annota che tutte le undici cappelle campestri funzionanti sono tutte tenute sufficientemente bene anche se vi si celebra una sola volta l'anno, quando cade la loro festa. 1769 (visita pastorale intero bene)La relazione di visita pastorale condotta nella prima settimana di ottobre dall'arcivescovo Luserna Rorengo di Rorà, definisce la cappella di San Michele assai spaziosa e soffittata, con pareti imbiancate e pavimento formato da piccole pietre ben unite tra loro. La porta è di legno munita di serratura e di chiave. Le finestre, invece, sono solo protette da listelli di legno e quella ricavata sopra la porta d'ingresso è del tutto aperta. L'altare in laterizio è addossato alla parete e dipinto sul davanti come se avesse il paliotto, ma scrostato, come sono scrostati i gradini sopra la mensa. Sono presenti sei candelabri in legno, una piccola croce di oricalco e una bella icona del Santo titolare. Mancano altre suppelelttili, ornamenti e anche la pietra sacra. Nei decreti successivi, sotto pena di interdizione del sacello, l'arcivescovo dispose entro tre mesi di munire tutte le finestre di inferriate, e entro un anno di ridipingere la parte anteriore dell'altare e intonacare i gradini. 1825 (relazione parrocchiale intero bene)Nella relazione sullo stato delle chiese, redatta dal vicario di Lanzo, Monsignor Tagna, l'edificio è inserito all'ottavo posto dell'elenco delle cappelle campestri presenti sul territorio in quella data, e si dice che è sprovvista di tutto, ed appartiene agli eredi Caveglia. 1843 (visita pastorale intero bene)La relazione di visita pastorale condotta dall'arcivescovo Fransoni, rileva che la cappella si presenta ampia e decentemente conservata, le pareti sono imbiancate e il pavimento è di pietra. L'altare è sempre quello in laterizio addossato alla parete e provvisto dell'icona del Santo titolare. Tutto l'occorrente per la celebrazione eucaristica viene portato dalla chiesa parrocchiale. Il Fransoni dice che la cappella sorge in località Villa, ovvero toponimo che indica la parte fuori le mura di Lanzo e dal Borgo Vecchio, costituita dalle case addossate una all'altra verso i bastioni della Torre di Aimone. 1865 (testimonianza grafica intero bene)Nelle mappe del Catasto Rabbini, risalenti al 1865, l'edificio è rappresentato sotto il titolo di San Michele, e manca del'attuale volume sulla destra adibito a sacrestia. 1868 (relazione parrocchiale intero bene)Nella relazione sullo stato delle chiese, redatta dal Beato Federico Albert, si legge che la cappella è di proprietà privata della famiglia Sperta, in stato mediocre, non si canta che la messa nel dì di San Michele; è mal provvista di suppellettili ed è sita sul ciglio della rupe detta di San Michele, a notte. 1892 (campana campanile)L'unica campana esistente risale al 1892 e fu donata dai fratelli Biagio e Ignazio Bertolone. 1918 (icona presbiterio)Viene donata la statua di San Michele, collocata in nicchia, da Michele Bertolotti per voto. 1924 (manutenzione tetto)Vengono svolti lavori di lattoneria al tetto, per opera del lattoniere Sartoretti, costati L.249. 1925 (riparazioni interno)Vengono svolti lavori di riparazione all'interno della cappella, per opera di Alaria Pietro, costati L.700. 1928 (altare presbiterio)Viene rifatto l'altare addossato alla parete di fondo, al costo di L.1000, opera del sig. Bergagna. 1929 ‐ 1935 (relazione parrocchiale intero bene)In una prima relazione compilata dal vicario Frasca, il 1° aprile 1929, si osserva che tutte le cappelle campestri di Lanzo si trovano in buono stato e pulite e si officiano solamente nel giorno della festa titolare. In una seconda relazione, redatta il 10 settembre 1935 per la sacra visita pastorale del cardinal Maurilio Fossati, il vicario ribadisce che tutte le cappelle, tra cui quella di San Michele, sono in buono stato, in custodia ed amministrate dalle borgate dove esistono, sotto la sorveglianza del Parroco, e sono provviste di pochi arredi strettamente necessari. 1933 (rifacimento interno)Vengono svolti lavori di rifacimento della pavimentazione interna, e di ritinteggiatura delle superfici. 1945 (riparazioni facciata)Terminate le operazioni belliche nell'aprile del 1945, dopo che il sito della cappella fu utilizzato come presidio dei nazifascisti per la posizione particolarmente adatta al controllo della zona a nord di Lanzo verso Coassolo, furono effettuate delle riparazioni a porte e serrature. 1947 ‐ 1953 (restauro intero bene)La cappella dopo il conflitto bellico è oggetto di lavori di restauro generale. Nel 1953 viene realizzato un nuovo altare maggiore in marmo, sono svolti lavori edili da parte del muratore Costa, del fabbro Nepote, del decoratore Savant e del vetraio Rollini. 1965 ‐ 1968 (ristrutturazione intero bene)Vennero eseguiti lavori di ristrutturazione generale dell'edificio.L'esterno della cappella fu intonacato, fu eseguita la tinteggiatura degli interni, fu rifatto il pavimento della sacrestia, venne restaurata la balaustra in legno marmorizzato, e il soffitto della cantoria. Furono sostituiti tutti i banchi della chiesa. 1980 ‐ 1995 (proprietà intorno)Viene acquistato il terreno adiacente alla cappella dalla signora Ferrero Teresa, poi donato al Comune nel 1986 per essere trasformato in piazzuola, con la clausola che nel periodo dei festeggiamenti annuali l'area, ceduta gratuitamente , dovesse essere a completa disposizione per lo svolgimento delle manifestazioni. In seguito fu acquistato dagli eredi Toreno un altro terreno di 362 mq nel pendio di fronte alla cappella, per essere trasformato in piazzale, prevedendo un progetto a firma dell'ing. Silvio Magnetti, dove venne previsto di trasformare l'area in piazzale-parcheggio con annessi servizi igienici e magazzini di deposito. 1983 (rifacimento tetto)La copertura venne rifatta, con orditura in legno e manto in lastre di pietra locale, "lose". Contestualmente venne rifatto il perlinato della pantalera esterno, e creato un abbaino per l'accesso al campanile. 1983 (sopraelevazione campanile)In occasione dei lavori di rifacimento della copertura, il campanile venne rifatto e sopraelevato. 1993 (manutenzione tetto)La copertura è oggetto di manutenzione e risistemazione del manto in lastre di pietra, "lose". 2010 (manutenzione esterno)Le superfici della facciata e la copertura sono oggetto di manutenzione.
Tipologia

Cappella Sussidiaria

Indirizzo
Via Sant'Ignazio 50 - Lanzo Torinese - Torino - Piemonte
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Servizi
Accesso liberoVisite guidate
Giorni di apertura
montuewedthufrisatsun
Orari di apertura

09:00-18:00

Biglietti

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