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Cappella dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

Chiesa
  • Piemonte
  • TorinoCiriè
XVII (costruzione intero bene)La costruzione della cappella, nonché della cascina attigua, risalgono al XVII secolo. Sul portone della cappella è incisa la scritta "1661 ADI' 22 AGOSTO", probabile data dell'inaugurazione della stessa. 1670 (proprietà cascina intorno)Nel catasto di Ciriè compare tal Michele Antonio Baima come proprietario a Robaronzino di "cassina giardino e campo altenato", nonché di vasti appezzamenti di terreno all'intorno. 1730 (visita pastorale intero bene)Nella visita pastorale del vescovo di Torino Arborio Gattinara viene citato "l'altare sotto il titolo della Concezione della Beata Maria Vergine, che è in laterizi, con la pietra sacra infissa e senza mensa lignea, per il resto ha tutto in ordine". 1732 (proprietà carattere generale)La parrocchia di San Giovanni Battista di Ciriè vanta "vari crediti sopra il patrimonio ed i beni del fu Giuseppe Motta" fra cui la cascina di Robaronzino. Giuseppe Motta fu probabilmente il proprietario della cascina tra il 1670 e il 1732. 1735 (proprietà carattere generale)I crediti della cascina vengono rilevati dal banchiere di Carignano Antonio Faccio per la somma di 45.388 lire, pagata al parroco in cedole del Monte di San Giovanni Battista di Torino. L'atto viene sottoscritto dal notaio Giuseppe Sebastiano Frichieri. 1735 ‐ 1740 (ristrutturazione e ampliamento intero bene)La cappella viene ristrutturata. A questo periodo sono ascrivibili anche la sopraelevazione della cappella, identificabile nell'ordine superiore della facciata, nonché la realizzazione dell'abside, dell'altare e del campanile. I lavori sono attribuiti a Bernardo Vittone, architetto di fiducia del Faccio, già impegnato in quel periodo nella realizzazione del Santuario del Vallinotto a Carignano, voluto dal Faccio stesso. I dipinti delle pareti laterali sono attribuite al Guala, essendo egli uno dei pittori e affrescatori con cui spesso lavorava il Vittone, databili al medesimo periodo. 1740 (realizzazione strada e ampliamento cascina intorno)Il banchiere Faccio promuove miglioramenti alla proprietà: si accorda con un suo vicino, il marchese Graneri della Rocca, per acquistare un appezzamento di terreno sul quale realizza una strada che renda più agevoli le comunicazioni con Robaronzino; contemporaneamente amplia la parte abitativa della cascina. 1741 (costituzione cappellania carattere generale)Il Faccio, desiderando che nella cappella venga maggiormente promosso il divin culto e la divozione alla Beatissima Vergine, il 10 gennaio 1741 costituisce a sue spese una cappellania secolare e laicale, non soggetta alle regole della Cancelleria e senza che in essa non si possano in qualunque tempo nè per qualsiasi causa ingerire l'ordinario o ecclesiastici. Alla cappellania il Faccio riserva per sè ed i suoi eredi la nomina del cappellano ed il patronato, nonché una dote di 500 lire annuali. Per rendere stabile la presenza di un sacerdote, gli riserva un alloggio costituito da "piccolo atrio, sala e cucina al piano terra, tre camere e due camerini al primo piano, con crota". 1743 (disposizioni testamentarie carattere generale)Il 4 novembre 1743 il Faccio muore, lasciando suoi eredi i poveri di Carignano e il notaio Frichieri. 1745 (proprietà carattere generale)Il notaio Frichieri vende la cascina e la chiesa all'avvocato Brunone Falletti. 1752 (relazione parroco intero bene)Il priore della chiesa parrocchiale di S.Martino di Ciriè effettua, su ordine dell'arcivescovo Giovan Battista Rotario, una visita di tutte le cappelle campestri di Ciriè. Quella di Robaronzino viene nominata sotto il titolo della Beata Vergine Immacolata, descritta come imbiancata, con soffitto a volta, col pavimento in mattoni e con un solo altare in laterizi. 1771 (visita pastorale intero bene)Nella visita pastorale di monsignor Rorengo di Rorà viene redatto un verbale sullo stato della cappella e delle suppellettili, dando particolare importanza ai reliquiari. L'altare viene descritto "marmoreo ed elegantemente decorato", la cappella risulta in piena efficienza. 1808 (proprietà carattere generale)Nella mappa francese la cascina con relativa cappella, giardino, prati, vigne e boschi risulta appartenente alla famiglia Falletti, e precisamente a Gajetan Falletti. 1840 (visita pastorale intero bene)Durante la visita pastorale, monsignor Luigi Franzoni interdice la cappella al culto "sinchè non sia stata decentemente riparata e rifornita dei necessari arredi sacri". 1840 ‐ 1865 (restauro intero bene)Gli interventi richiesti nella visita pastorali vengono effettuati, tant'è che la famiglia Falletti continua ad assolvere ai suoi obblighi di patronato fino al 1865, quando muore l'ultimo cappellano nominato per diritto di giuspatronato. 1867 (soppressione cappellanie laicali carattere generale)Soppressione delle cappellanie laicali per legge. 1921 (restauro intero bene)In seguito alla soppressione delle cappellanie laicali, nasce una contesa legale fra i particolari di Devesi ed i successivi proprietari della cascina di Robaronzino, non essendo più soddisfatti gli obblighi di culto previsti all'atto della costituzione della cappellania, pur avendo gli eredi Felletti continuato a godere della rendita perpetua a suo tempo stanziata dal Faccio. La contesa termina con una transazione con cui gli eredi Felletti pagano ai borghigiani di Robaronzino 4.500 lire, di cui 2.800 da destinarsi espressamente al restauro della cappella e dell'abitazione del cappellano. 1930 ca. ‐ 1940 ca. (utilizzo appartamento cappella)Negli anni '30 del Novencento fino alla sua morte, avvenuta nei primi anni '40 del Novecento, il sacerdote don Felice Regis, vicecurato della parrocchia di San Martino, abita stabilmente nell'appartamento annesso alla cappella. 1960 ca. (rifacimento tetto)Rifacimento del tetto. fine XX (chiusura accessi interno)Negli ultimi decenni del Novecento l'appartamento annesso alla cappella viene dapprima concesso in affitto, successivamente resta disabitato, dopodiché venduto a privati. Durante i lavori di ristrutturazione dell'appartamento vengono chiusi gli accessi che, attraverso il vano del campanile e la sacrestia, mettevano in comunicazione le due strutture. 1996 ‐ 2005 (restauro dipinti)Vengono restaurati l'intero ciclo pittorico e gli stucchi, a cura del Laboratorio Rocca di Balangero. 1997 (restauro stucchi pala d'altare)Intervento di restauro sugli angeli che circondano la pala d'altare, fortemente deteriorati dalle infiltrazioni di umidità della proprietà vicina. Durante l'intervento viene scoperta la policromia degli stucchi. 2002 (restauro arredi lignei)Restauro del tronetto, di dodici candelieri grandi e due piccoli. 2002 (rifacimento intonaco esterno)Rifacimento dell'intonaco esterno. 2004 (restauro portone)Restauro del portone ligneo. 1960-70 ca (tinteggiatura interno)Tinteggiatura delle superfici interne. Sulla parete di controfacciata, in corrispondenza delle lesene e del cornicione, viene mantenuta la decorazione originale policroma a finto marmo.
Tipologia

Cappella Sussidiaria

Indirizzo
Ciriè - Torino - Piemonte
Naviga
Servizi
Accesso liberoVisite guidate
Giorni di apertura
montuewedthufrisatsun
Orari di apertura

09:00-18:00

Biglietti

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