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Cappella di San Lorenzo e San Sebastiano

Chiesa
  • Piemonte
  • TorinoCeres
inizio XVI ‐ metà XVI (costruzione preesistenza)La cappella venne edificata a inizio del Cinquecento, realizzata per opera missionaria dei Bnedettini di San Mauro Pulcherada, era ad abside di struttura romanica e con pareti affrescate realizzate nella terza decade, opera di mano pittorica ricollegabile all'ambito della Scuola Vercellese. Si tratta di dipinti commemorativi e raffiguranti la sosta della Santa Sindone nella cappella durante il trasporto segreto da Chambery a Torino avvenuto attraverso la Val d'Ala nel 1535 per volontà del duca Carlo II di Savoia e di sua moglie Beatrice di Portogallo. 1674 (visita pastorale intero bene)Nella relazione di visita pastorale l'arcivescovo Beggiamo scrisse che a Voragno v'era la cappella dedicata a San Sebastiano, coperta da volta imbiancata, senza sacrestia con oratorio dei Confratelli del SS. Nome di Gesù in numero di 120, e c'era il Cappellano. 1769 (visita pastorale intero bene)Nella relazione di visita pastorale dell'arcivescovo Rorengo di Rorà la cappella vien definita "fornicata", imbiancata, con pavimento di bitume e piccola sacrestia; l'icona corrispondente al titolo [S.Sebastiano], paramenti sufficienti; sopra la porta, tribuna per i Confratelli della Compagnia dell SS. Nome di Gesù. Ha un Cappellano, ora defunto. 1770 ‐ 1779 (ampliamento intero bene)L'abside viene demolita e Nicolao Bianco - Fria di Voragno amplia la cappella, con lavori di prolungamento della "navatella". 1868 (relazione parrocchiale intero bene)Nella relazione dello stato della parrocchia di Ceres, il teologo Caveglia così descrisse la cappella: di forma "quadrilunga col cielo a volta" e con il pavimento in bitume. L'altare era in pietra con calce e la pietra sacra con i sigilli interi. Era larga circa 8 metri, e lunga 12. Erano presenti tre finestre e lo stato di conservazione era buono. Dietro l'altare era posizionata la sacrestia, lunga 5 metri e larga 3; essa era coperta da volta e aveva il pavimento in bitume, e una finestra. C'erano due porte. sopra la parte anteriore della cappella c'era una tribuna che si estendeva fino sopra la metà della medesima, ovvero l'oratorio dei Confratelli della Congregazione di Gesù, sostenuto da una volta realizzata in pietra. La cappella era provvista di quanto occorreva per la celebrazione della Santa Messa. 1910 (riconoscimento ministeriale intero bene)Il 16 aprile 1910 l'allora vicario Don Giovanni Milone ottenne, con decreto del Ministero della Pubblica Istruzione, che la cappella di Voragno e i suoi affreschi risalenti alla prima metà del Cinquecento fossero riconosciuti come monumento pregevole d'arte e di storia. 1961 (restauro intero bene)Data la dubbia stabilità specie della parete a mezzogiorno verso la strada si proponeva di demolire la cappella e ricostruirla poco più a nord onde sopprimere la notevole strozzatura in quel punto della strada. Riguardo l'affresco sindonico si proponeva di "staccarlo e trasferirlo al riparo", effettuandone un accurato restauro dal momento che risultava molto deteriorato non solo dalle ingiurie del tempo a soprattutto dallo sgretolamento causato da mucchi di pietrame addossati da circa sessant'anni, quando fu costruito l'acquedotto. In realtà non si intervenne in tal modo ma si effettuarono opere di restauro che hanno consentito di mantenere l'edificio e i suoi affreschi nella posizione originaria. 1973 (pavimentazione interno)Rifacimento della pavimentazione in lastre di pietra irregolare. 1978 (restauro affreschi)Restauro degli affreschi posti sulla parete lungo la strada e dunque esposti agli agenti atmosferici e inquinanti. Restauro eseguito da Guido Nicola, con iniezioni di consolidamento dell'intonaco, fissaggio del colore, integrazioni ad acquerello e stesura velo protettivo di polaroid. 1997 ‐ 1998 (restauro affreschi)Restauro effettuato dal Laboratorio rocca di Balangero , con la supervisione della Soprintendenza per i beni artistici e storici del Piemonte, dove sono state riportate in vita linee e colori, rendendo di nuovo leggibile il più antico affresco al mondo raffigurante un'ostensione pubblica della sindone. Al termine dei lavori di restauro è stata posta una grande copertura in lastre di Lexan, progettata dall'arch. Guido Icardi, a protezione delle pitture. 2009 ‐ 2010 (restauro affreschi)Restauro degli affreschi in facciata raffiguranti l'ostensione della Sindone, San Claudio, San Sebastiano, San Cristoforo e San Giacomo, eseguito dal Laboratorio La Rocca di Balangero. Sostituzione dello schermo protettivo in plexiglass. Restauro realizzato in occasione dell'Ostensione della Sacra Sindone a Torino con il contributo della Compagnia di San Paolo. 2012 (sostituzione affreschi)Sostituzione dello schermo protettivo in plexiglass danneggiata da mezzo spazzaneve.
Tipologia

Cappella Sussidiaria

Indirizzo
Voragno 53 - Ceres - Torino - Piemonte
Naviga
Servizi
Accesso liberoVisite guidate
Giorni di apertura
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Orari di apertura

09:00-18:00

Biglietti

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Prenotazione

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