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Cappella della Madonna della Neve, Patrocinio di San Giuseppe e San Grato

Chiesa
  • Piemonte
  • TorinoBalme
XIII ‐ 1844 (carattere generale intorno)Chialambertetto, attuale frazione di Balme, fu uno dei più antichi insediamenti della Val d'Ala, risalente con ogni probabilità al XIII secolo, epoca di cui si hanno i primi documenti scritti sulla storia della Valle, e fu comune autonomo sin dalla sua origine fino al 19 novembre del 1844, quando il governo sabaudo ne decise la soppressione. 1267 (carattere generale intorno )Negli archivi dei conti della Castellania di Lanzo è conservata una pergamena in cui viene fatto cenno a due fratelli di nome Barizelo, venuti dalla Val Grande, i quali avrebbero gestito fonderie a Chialambertetto e a Pessinetto. L'allora signore delle Valli di Lanzo, Guglielmo VII del Monferrato concedette loro i diritti su tutte le miniere di ferro della Val d'Ala, con la possibilità di costruire i forni e le fucine necessari oltre a servirsi di tutto il combustibile a volontà. Tale documento è la prima menzione del villaggio di Chialambertetto, che all'epoca si chiamava Forno di Ala. XIII fine ‐ XVII metà (carattere generale abitato storico)Il villaggio antico di Chialambertetto non sorgeva nella posizione attuale. In origine l'abitato era situato un poco più a valle dell'odierno Cimitero di Balme, pressapoco nel punto in cui dalla strada carrozzabile si dirama la variante costruita per evitare le valanghe. XIV ‐ XVI (carattere generale cappella primitiva)Ricerche storiche sul villaggio di Chialambertetto lasciano presupporre che la cappella primitiva esistesse prima della distruzione e ricostruzione dell'abitato storico a seguito degli eventi calamitosi avvenuti verso la metà del Seicento. La costruzione antica sorgeva con ogni probabilità nello stesso luogo in cui si trova l'attuale, in un piccolo insediamento di poco a valle rispetto al villaggio. Tale insediamento, data la sua tipologia costruttiva, di case basse attaccate le une alle altre con poche aperture e prive di balconi, viene fatto risalire tra il Quattrocento e il Cinquecento. La cappella primitiva si affacciava sulla piazzetta con orientamento ovest-est, così come confermato dal segno della vecchia porta, ora murata, sopra la quale permangono frammenti di un affresco che con ogni probabilità ornava il timpano della facciata originaria. A conferma della tesi del precedente orientamento anche la presenza dell'abside sul lato est dell'attuale costruzione. XVII metà (frana abitato storico)Verso la metà del XVII secolo una frana precipitata dall'Uja di Mondrone distrusse il nucleo originario di Chialambertetto. XVII metà ‐ 1670 (ricostruzione intorno)I superstiti del villaggio sepolto ricostruirono la borgata più a valle, laddove sorgeva il piccolo insediamento con la cappella primitiva, espandendosi verso est e verso sud. 1670 ‐ 1677 (ricostruzione e ampliamento intero bene)Unitamente alle abitazioni della nuova borgata venne ricostruita anche la cappella, ampliandola e cambiandone l'orientamento con facciata principale e ingresso rivolti verso il nuovo centro del villaggio, a sud, in direzione del torrente Stura. Sulla trave di colmo, la "frésta", è incisa la data 1677. 1674 (visita pastorale intero bene)Nella sua relazione di visita pastorale, l'arcivescovo Beggiamo, elencò gli edifici sacri presenti nel territorio di Balme, e tra questi annoverò anche la cappella chiamata "B.V. della neve a Chialambertetto (...) con icona dipinta e tutto il necessario per celebrare. 1675 (carattere generale intorno)Il villaggio ricostruito, pur restando comune autonomo, non riuscì più a recuperare l'antico vigore economico e demografico. I tempi erano cambiati e l'epoca delle miniere di ferro volgeva al termine, sia per l'esaurimento dei giacimenti, sia per l'esaurimento dei boschi da cui si traeva il carbone di legna, ma soprattutto per la concorrenza di altre zone minerarie più ricche ed accessibili. In queste condizioni, di gravi difficoltà nel processo di ricostruzione, la piccola comunità rivolse una supplica alla duchessa reggente, Giovanna Battista di Savoia, per ottenere una remissione delle imposte, che fu esaudita e il piccolo comune dunque sollevato da tutte le tasse per dieci anni. 1715 (pala d'altare presbiterio)Viene realizzata la pala d'altare raffigurante la Madonna della neve con ai lati San Giuseppe e San Grato, patrocinanti della cappella unitamente alla Vergine. L'intitolazione e la devozione alla Beata Vergine della Neve è dovuta agli abitanti che l'hanno sempre considerata, sin dai tempi antichi, loro protettrice dalle valanghe, trovandosi l'abitato di Chialambertetto alla base delle rocce dell'Uja di Mondrone. 1769 (visita pastorale intero bene)Nella sua relazione di visita pastorale, l'arcivescovo Luserna Rorengo di Rorà definì la cappella di Chialambertetto, abbastanza decente e provveduta. 1773 (nuova costruzione intorno)Venne costruita la nuova casa comunale accanto alla cappella. 1833 ‐ 1844 (carattere generale intorno)Nella suo Dizionario degli stati di S.M. Re di Sardegna, del 1833, il Goffredo Casalis descrive il comune di Chialambertetto, precisando che per le cose spirituali esso dipendeva dalla vicina parrocchia di Balme. Qualche anno più tardi anche il comune venne soppresso, con atto di Carlo Alberto di Savoia, costringendo così gli abitanti a rinunciare alla propria autonomia, e a unirsi all'amministrazione dei balmesi. 1861 (testimonianza grafica intero bene)Nelle mappe del Catasto Rabbini la cappella è raffigurata nella sua conformazione attuale a pianta rettangolare, ad aula unica, con l'antica abside semicircolare sul lato di levante. L'edificio si colloca nel centro dell'abitato della Borgata Chialambertetto, frazione del comune di Balme. 2010 (rifacimento copertura tetto)Il tetto è oggetto di rifacimento, con orditura in legno e manto di copertura in "lose" di pietra.
Tipologia

Cappella Sussidiaria

Indirizzo
Balme - Torino - Piemonte
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Servizi
Accesso liberoVisite guidate
Giorni di apertura
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Orari di apertura

09:00-18:00

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