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Cappella di San Nicolao

Chiesa
  • Piemonte
  • CuneoOstana
XII (costruzione e dedicazione intorno e intero bene)la Ruà è borgata Bernardi, la cui denominazione italiana deriva dall'omonimo cognome un tempo unico per tutte le famiglie del luogo. Ora è abitata quasi esclusivamente nei periodi di vacanza. Di essa fanno parte anche i nuclei di Miriquiri e Miridò de Gënt dai cognomi Chiri e Do diffusi ancora attualmente. Nelle vicinanze la cappella di San Nicolao, costruita in posizione panoramica sopra una rupe (1422 mt.), è uno degli edifici religiosi più antichi della Valle. Vecchi documenti indicano La Ruà come “borgata cristiana”, denominazione conosciuta anche dalla gente del luogo – La Ruà Cristiano – che la distingue da Sant'Antonio – Miribrart Ebrèou – nel senso di miscredente o, più propriamente valdese a ricordo di un periodo di estrema vivacità spirituale per Ostana, Oncino e Paesana, che per alcuni secoli ebbero forti comunità protetstanti (fonte: depliant “Ostana, itinerario occitano di fronte al Monviso” - Az. promozione turistica del saluzzese) XII ‐ 1630 (chiesa sede parrocchiale per alcuni secoli (?) intero bene)“questa chiesetta dedicata a San Nicolao, esistente nel 1100, prima chiesa parrocchiale, centro di vita comunitaria dell'antica borgata Cristiana fino al 1630, nella pestilenza del 1700 sede di lazzaretto comunale, minacciando completa rovina fu ripristinata a nuovo nel 1897, restaurata con il concorso unanime dei frazionisti dei Bernardi, dotata di nuovissimo altare liturgico, dono del Comune – Ostana 25-5-1967 – Massaro: Bernardi Enrico – Prevosto: Don Federico Palme” (trascrizione incisa nella lapide presso la chiesa – n.d.r.) 1351 (prima attestazione esistenza intero bene)“il primo documento della sua chiesa dedicata a S. Nicolò – 26 ottobre 1351 (pr. n. 8 – F. 83r.o. Arch. arciv. di Torino) ricorda la collazione a D. Pietro Venellono 'abitante in Barge'” (Ansaldi, 1968, p. 85, ripreso da Gruppo di Ricerca Mare Tera, 1997, p. 17) 1351 (la cappella fu parrocchiale (?) carattere generale)“tutti i testimoni sono concordi nell'attribuire la denominazione di borgata Cristiana al fatto che qui abbia avuto sede la prima chiesa parrocchiale di Ostana: luogo ove sorge l'attuale cappella di S. Nicolao. Tesi questa che potrebbe trovare riscontro nei documenti che fanno risalire al 1351 l'esistenza ad Ostana della chiesa parrocchiale dedicata a S. Nicolao” (Ass. Culturale “I Reneis”, 2000, p. 17) 1351 ‐ 1440 (la cappella fu parrocchiale (?) carattere generale)“la chiesa parrocchiale di Ostana, dedicata nel 1351 a S. Nicolao, era intitolata nel 1432 ai Santi Nicolò e Claudio e nel 1440 solo più a S. Claudio: significa forse che la prima chiesa parrocchiale di Ostana fu l'attuale cappella di S. Nicolao?” (Gruppo di ricerca Mare Tera, 1997, p. 24, nota 3) 1384 (nomina rettore intero bene)“fu nominato rettore … nel 1384 Antonio Gay di Sexana” (Gruppo di ricerca Mare Tera, 1997, p. 17), l'Ansaldi specifica: “nel 1384, 10 gennaio (prot.n. 17 – F. 10, l.c.), 'S. Nicolò di Ostana, Valle dui Monteviso' è affidato ad Antonio Gay di Sexana” (Ansaldi, 1968, p. 85) 1386 (esistenza e dedicazione intero bene)“ecclesiasticamente l'antica chiesa di San Nicola di Ostana è ricordata nel registro di cattedratico torinese del 1386 tra le dipendenze della pieve di Barge, che a sua volta era pure animata dai canonici regolari di Oulx” (Gisolo, Marchiò, Rosso, p. 1044) 1410 (affidamento chiesa intero bene)“nel 1410 [è affidato] a Giov. Ripe di Castellar (pr. n. 24 - F. 74, l.c.)” (Ansaldi, 1968, p. 85) 1432 (dedicata anche a S. Claudio (?) intero bene)“nel 1432, 4 luglio, (pr. n. 30 – F. 102 r.o), la chiesa, oltreché dedicata a S. Nicolò è pure dedicata a S. Claudio vescovo, ed è conferita al francese D. Aynardo de Aynardis di Molines” (Ansaldi, 1968, p. 85, ripresa da Gisolo, Marchiò, Rosso, p. 1044) 1432 ‐ 1644 (coesistenza con attuale chiesa parrocchiale intero bene)“considerando il testo della visita del 1644 si può dedurre che si trattava già dal 1432 di due chiese, descritte nel 1644 come edifici simili e di notevole antichità” (Gisolo, Marchiò, Rosso, p. 1044) 1440 (nomina parroco intero bene)“morendo [D. Aynardo de Aynardis] nel 1440 ha per successore D. Lantermo Canalli di Casteldelfino (pr. n. 31 – F. 47)” (Ansaldi, 1968, p. 85) 1464 (nomina parroco intero bene)“nel 1464 alla morte del parroco d. Lorenzo, segue D. Florimondo Aimaro de Armollo (prot. n. 34 – F. 376 r.)” (Ansaldi, 1968, p. 85) 1490 (utilizzo come lazzaretto intero bene)“sembra che sul finire del secolo, e precisamente nel 1490, una terribile peste causò la morte di quasi tutti gli abitanti di Ostana, ad eccezione delle famiglie dei Chirio e dei Lombardo e la tradizione vuole che in questa occasione la chiesa di S. Nicolao sia stata adibita a lazzaretto” (Gruppo di ricerca Mare Tera, 1997, p. 19) 1490 (nomina parroco intero bene)“...ed a questi [D. Florimondo Aimaro de Armollo] [segue] don Giorde Serravalle che la regge nel 1490, anno della peste che infierì terribilmente sul luogo da risparmiare poche famiglie, di cui due distinte, Chirio e Lombardo (pr. n. 37 – F. 238, l.c.)” (Ansaldi, 1968, p. 85) 1589 (nomina parroco intero bene)“infine D. Claudio nel 1589 successe a D. Giov. Gallian” (Ansaldi, 1968, p. 85) 1629 (chiesa parrocchiale dedicata al solo S. Claudio carattere generale)“nella relazione di visita di Mons. Marenco – 4 agosto 1629 - […] la chiesa viene nominata come dedicata al solo S. Claudio e se ne celebra l'anniversario della consacrazione il 6 luglio” (Ansaldi, 1968, p. 85) 1644 (esistenza e dedicazione intero bene)“nella Roata San Nicolao, sulla sommità del monte, c'è una Cappella dedicata a San Nicolao” (Gisolo, Marchiò, Rosso, p. 1051) 1644 (altare spoglio altare)“... cappella dedicata a San Nicolao in cui si trova un altare spoglio e privo di ogni arredo, fatta eccezione per la predella” (Gisolo, Marchiò, Rosso, p. 1051) 1644 (descrizione pavimento, pareti e tetto)“il pavimento è indecoroso e sporco, le pareti grezze e scrostate; il tetto è in ardesie a vista” (Gisolo, Marchiò, Rosso, p. 1051) 1644 (descrizione porta)“la cappella ha una porta senza chiave e serratura, sprovvista anche di cardini” (Gisolo, Marchiò, Rosso, p. 1051) 1644 (descrizione campanile)“vi è annesso un piccolo campanile senza campane” (Gisolo, Marchiò, Rosso, p. 1051) 1644 (non era sede parrocchiale intero bene)“in questa cappella si celebra la messa nella festa di San Nicolao e per la celebrazione si porta tutto l'occorrente dalla chiesa parrocchiale” (Gisolo, Marchiò, Rosso, p. 1051) 1644 (ordine del vescovo di eseguire manutenzione intero bene)“il vescovo ha ordinato che il pavimento fosse adeguatamente sistemato, le pareti intonacate, il tetto ripassato e che alla porta fossero applicati una serratura con chiave ed i cardini; l'altare doveva essere provvisto degli arredi necessari: nel frattempo lo dichiarò interdetto” (Gisolo, Marchiò, Rosso, p. 1051) XVIII (utilizzo come lazzaretto intero bene)“Questa chiesetta dedicata a San Nicolao, esistente nel 1100, prima chiesa parrocchiale, centro di vita comunitaria dell'antica borgata Cristiana fino al 1630, nella pestilenza del 1700 sede di lazzaretto comunale, minacciando completa rovina fu ripristinata a nuovo nel 1897, restaurata con il concorso unanime dei frazionisti dei Bernardi, dotata di nuovissimo altare liturgico, dono del Comune – Ostana 25-5-1967 – Massaro: Bernardi Enrico – Prevosto: Don Federico Palme” (trascrizione incisa nella lapide presso la chiesa – n.d.r., ripresa da Ass. Culturale “I Reneis”, 2000, p. 29) XIX (utilizzo come lazzaretto intero bene)“La chiesa è stata utilizzata come lazzaretto sia nel periodo della peste del 1700 che durante l'epidemia degli ultimi anni dell'800” (Ass. Culturale “I Reneis”, 2000, p. 29) 1830 (lettera del parroco al vescovo conferma tradizione intero bene)“...una lettera al Vescovo di Saluzzo inviata da Don Gio. Batta Peyrache, Parroco di Ostana, intorno al 1830 (archivio parrocchiale Ostana, corrispondenza varia)” confermerebbe la tradizione secondo la quale S. Nicolao fu il primo centro di vita religiosa del paese (Aimar, 2005, p. 234) 1839 (richiesta di spostamento data festività carattere generale)in un documento del 1839 viene avanzata supplica “al Vescovo dagli allora rettori della Cappella (Bernardi Simone fu Enrico Bernardi Antonio fu Nicolao), i quali, chiedendo il permesso di poter celebrare la festività del Santo, anche per quell'anno, nell'ultima domenica di agosto in quanto a novembre, giorno ufficiale di S. Nicolao, fanno rimarcare che la popolazione è molto scarsa poiché 'nel Canavese a pettinar canapa'. Per meglio perorare la causa, essi sottolineano che 'la suddetta cappella fu la prima chiesa parrocchiale eretta in questi contorni dopo l'invasione dei Calvinisti, per ivi radunarsi a celebrare le Sacre funzioni, e seppellire i cadaveri dei loro morti, come ben puosi rilevare dai residui monumenti, e dalle reliquie ceneri di quei antichi defunti (archivio parrocchiale Ostana)” (Ass. Culturale “I Reneis”, 2000, p. 28) 1884 (dedicazione e data campana)la cappella “è provvista di una minuscola campana, mentre all'esterno di una casa di 'Miriquiri' si trova quella di dimensioni più grandi, che reca inciso sul bordo 'S. Nicolao 1884'. Il motivo per cui la campana sia stata qui posizionata viene ricondotto sia alla maggior comodità nell'usufruire della stessa quale richiamo della popolazione sia perché, pare, che quella precedente fosse stata asportata dai 'choiou' (soprannome degli abitanti di Oncino)” (Ass. Culturale “I Reneis”, 2000, p. 29) 1896 (ristrutturazione (?) con nuovo apparato decorativo intero bene)“venne ripristinata a nuovo nel 1896” (Piccato, 2012, p. 3). “alcuni appunti ritrovati sul libretto di schizzi d'autore [del pittore Tommaso Margaria – n.d.r.] segnalavano interventi decorativi presso la Cappella di San Nicolao di Ostana (1896)” (Aimar, 2005, pp. 36-37). Sul retro della chiesa è dipinta una cornice che riporta la data 1896 preceduta da una scritta ormai illeggibile e, sulla riga sottostante, la data 1897, preceduta dalla scritta “deco(rat)a”; su una pietra collocata nella parte inferiore della parete di fondo della chiesa, all'esterno della stessa, è incisa la scritta “A.D. 1896” (n.d.r.) 1897 (ristrutturazione (?) con nuovo apparato decorativo intero bene)“questa chiesetta dedicata a San Nicolao, esistente nel 1100, prima chiesa parrocchiale, centro di vita comunitaria dell'antica borgata Cristiana fino al 1630, nella pestilenza del 1700 sede di lazzaretto comunale, minacciando completa rovina fu ripristinata a nuovo nel 1897, restaurata con il concorso unanime dei frazionisti dei Bernardi, dotata di nuovissimo altare liturgico, dono del Comune – Ostana 25-5-1967 – Massaro: Bernardi Enrico – Prevosto: Don Federico Palme” (trascrizione incisa nella lapide presso la chiesa – n.d.r., notizia ripresa da Ass. Culturale “I Reneis”, 2000, p. 28); "venne affrescata nel 1897, come dimostra una scritta posta sul retro del fabbricato" (Piccato, 2012, p. 3) 1908 (esistenza croce rogazionale intorno)“il corteo delle rogazioni […] seguiva il percorso […] 3° giorno: partendo sempre dalla parrocchia […] Dopo la sosta alla 'Chapelo dal Seret', ci si recava a S. Nicolao per la benedizione ('...alla cappella di S. Nicolao dove giunto provvede oltre di dietro a detta cappella per una trentina di passi dove si trova una croce...' dal libro delle cose Pie di Ostana 1908. La località ancora adesso è denominata Crous” (Ass. Culturale “I Reneis”, 2000, p. 46-47) 1910 (costruzione (?) sacrestia)"la sacrestia invece venne costruita probabilmente nel 1910 come attesta un’incisione su di una pietra" (Piccato, 2012, p. 3) situata sull'angolo Sud-Ovest della sacrestia stessa (n.d.r.) 1925 ‐ 1952 (divertimenti nei dintorni della cappella carattere generale)“l'arrivo della primavera era atteso per poter, la domenica pomeriggio, trasformare le 'Roche de Samicoulaou' (sperone roccioso a Est della cappella) in pista da ballo; la località ancora oggi conserva la denominazione di 'Bal de Samicoulaou'. Tale usanza, pare sia stata praticata da innumerevoli generazioni mentre don Enrico Mondino (parroco ad Ostana dal 1925 al 1952) la riteneva peccaminosa e la località veniva da lui denominata 'Roche dal Diaou' (Rocce del Diavolo) […] si ricorreva a ogni sorta di trucco. 'Lhi Barouné' (soprannome della famiglia Raso di borgata Miridò) riuscivano a ballare sulle rocce di S. Nicolao e contemporaneamente assistere le pecore al pascolo [...] mettendo in sommità il cane a far la guardia. Altro passatempo molto amato dagli uomini era il gioco a carte […] si racconta infatti che in inverno nelle stalle e d'estate sotto le rocce di S. Nicolao, al riparo da sguardi indiscreti, taluni uomini giocavano a soldi...” (Ass. Culturale “I Reneis”, 2000, p. 26) 1949 ‐ 1950 (ritrovamento acquasantiere (?) in pietra intorno)“Cherou de Chio (Bernardi Chiaffredo, 1943) riferisce che nel 1949-50, nello scavare le fondamenta di casa sua, sono stati rinvenuti i muri perimetrali di precedenti abitazioni e un 'bachas de peiro' (sorta di contenitore in pietra; alcuni testimoni ipotizzano che possa trattarsi di antichi 'benitin' – acquasantiere)” (Ass. Culturale “I Reneis”, 2000, p. 22) 1967 (lavori di restauro intero bene)"lavori di restauro della chiesa nel 1967, sia al suo interno che all'esterno” (Ass. Culturale “I Reneis”, 2000, p. 29) 1967 (posa lapide dei restauri e nuovo altare interni)posa della lapide commemorativa con la seguente scritta: “Questa chiesetta dedicata a San Nicolao, esistente nel 1100, prima chiesa parrocchiale, centro di vita comunitaria dell'antica borgata Cristiana fino al 1630, nella pestilenza del 1700 sede di lazzaretto comunale, minacciando completa rovina fu ripristinata a nuovo nel 1897, restaurata con il concorso unanime dei frazionisti dei Bernardi, dotata di nuovissimo altare liturgico, dono del Comune – Ostana 25-5-1967 – Massaro: Bernardi Enrico – Prevosto: Don Federico Palme” (n.d.r.) 1967 (scavi interni e esterni: scoperta vecchio cimitero intorno)“di generazione in generazione, è stata tramandata oralmente la notizia che un tempo i morti venivano sepolti nell'apposito cimitero del 'Vitoun' o 'Sementeri dei qui d'Oustana', a monte della borgata 'Ciamp' di Paesana. Attualmente è rimasto un pianoro delimitato da un muretto in pietra a secco e, in un angolo, quella che doveva essere la camera mortuaria poi trasformata in un essicatoio per le castagne. Si narra che per scendere a valle con i feretri si percorresse quella che è da sempre chiamata la 'Vio di Mort'. In un periodo successivo le inumazioni pare avessero luogo sia attorno alla cappella che nei pianori di fronte ad essa. Il ritrovamento di parti di ossa umane durante i lavori di restauro della chiesa nel 1967, sia al suo interno che all'esterno, conferma le testimonianze orali. L'antico cimitero si presume sia stato abbandonato e abbia seguito il trasferimento della parrocchia” (Ass. Culturale “I Reneis”, 2000, p. 28-29) 2000 (falò e balli nella festività carattere generale)“ancora oggi nella cappella si celebra la festività di S. Michele la seconda domenica di maggio e la festa di S. Nicolao la terza di agosto. Mentre la festa di S. Michele consiste nella sola celebrazione dei riti religiosi, ad agosto si è mantenuta la tradizione del falò sulle 'Roche de Samicoulaou' alla vigilia e del ballo nel pomeriggio della domenica” (Ass. Culturale “I Reneis”, 2000, p. 29) 2013 (restauro e risanamento conservativo tetto)nel 2013 vengono eseguiti lavori di restauro e risanamento conservativo del manto di copertura (progetto depositato c/o Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Saluzzo – n.d.r.)
Tipologia

Cappella Sussidiaria

Indirizzo
Borgata Bernardi - Ostana - Cuneo - Piemonte
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