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Castrum bizantino longobardo Varigotti

Sito Archeologico
  • Liguria
  • SavonaFinale Ligure
Il promontorio di Varigotti costituisce un’area che racchiude in sé valenze storiche e paesaggistiche.La sua importanza è nota fin dalla metà del secolo scorso, quando Nino Lamboglia intrepretando le strutture visibili come appartenenti ad un castrum bizantino, ossia un insediamento fortificato risalente al VI secolo, riuscì a salvare l’integrità dei luoghi dalla speculazione edilizia l’integrità dei luoghi.Oggi, grazie a numerose ricerche effettuate in diverse occasioni è possibile meglio inquadrare la storia del promontorio, una storia lunga duemila anni, dalla sua frequentazione in età romana all’occupazione per fini bellici durante la seconda guerra mondiale, una storia legata al particolare contesto naturale e alla posizione strategica dei luoghi, una storia rimasta intatta nel tempo e che ha ancora molto da rivelare.La frequentazione più antica del promontorio di Varigotti risale all’età romana, a giudicare dai ritrovamenti, seppur sporadici e frammentari, di anfore romane. Il ruolo del promontorio in epoca successiva è attestato dalle fonti scritte: Varigotti, infatti, è citata dallo pseudo-Fredegario, uno storico vissuto tra il VII e l’VIII secolo, nella lista degli abitati sulla costa (civitates litores mares) distrutti da Rotari nel 643 in occasione dell’occupazione longobarda della Liguria. L’insediamento stabile risale, infatti, all’età tardo antica (V-VII secolo), quando sulla cima del promontorio venne eretta una cinta muraria, ancora ben visibile, a delimitare un’area pressoché rettangolare a difesa del sottostante scalo portuale.L’utilizzo del promontorio come postazione militarmente strategica continua nelle epoche successive fino all’epoca moderna.In età medievale, tra il XII e il XIV secolo, il carattere difensivo del promontorio venne rafforzato: sul pianoro sommitale il terreno viene ulteriormente innalzato e regolarizzato per creare un nuovo piano di frequentazione dove viene costruito una mastio. L’originaria cinta è rafforzata nei punti più ammalorati e a controllo dell’accesso occidentale viene inserita una torre quadrangolare. Contemporaneamente alla base del promontorio viene costruita un ulteriore muro difensivo, costituito perlopiù da ciottoli marini, a cingere il perimetro del rilievo, con l’esclusione dei lati sud e sud-est a picco sul mare e quindi difesi naturalmente. Tali fortificazioni svolgevano non solo una funzione di diretta difesa del sottostante porto, ma anche di controllo del confine orientale del marchesato di Finale.Nel corso del XVI secolo, in concomitanza forse con le incursioni saracene che interessano in quest’epoca ampi tratti di costa, sia la cinta inferiore che quella superiore vengono rinforzate e in più punti ristrutturate; accanto alla torre medievale viene costruita la torre di avvistamento ancora esistente all’estremità meridionale dell’altura, che nella sua struttura reimpiega elementi lapidei squadrati con ogni probabilità provenienti dalle strutture medievali. L’intervento più imponente di questa fase è la costruzione della fortificazione a pianta elissoidale posta all’estremità meridionale del promontorio sullo spuntone di roccia prospiciente il mare, ampiamente ristrutturata nel corso del XVIII e utilizzata durante la seconda guerra mondiale per l’allestimento di pesanti macchine belliche. Da qui oggi si gode uno splendido panorama.
Tipologia

Area Archeologica

Indirizzo
Via al Castello - Finale Ligure - Finale Ligure - Savona - Liguria
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mon
Orari di apertura

08:00-17:00

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