JavaScript is required

Villa romana di Bocca di Magra

Sito Archeologico
  • Liguria
  • La SpeziaAmeglia
Sulla riva destra del Magra, lungo il pendio della collina del Caprione, dove il fiume si confonde con il mare, sono conservati i resti di una villa marittima che si affacciava sull’antico complesso fluviale-marittimo del Portus Lunae. Si tratta di un complesso architettonico con ambienti disposti su terrazze digradanti verso il mare e collegate tramite corridoi e scale oggi non più visibili, che si adeguano variamente alla natura rocciosa del pendio e della sottostante scogliera, oggi interrata. Le fasi edilizie si collocano in un arco cronologicamente esteso, dalla metà del I secolo a.C. fino al IV secolo d.C. Sono riconoscibili diverse ristrutturazioni, testimoniate da ingressi murati, sovrapposizioni pavimentali e strutture murarie eseguite con materiali e tecniche costruttive differenti. Il nucleo meglio conservato è relativo a parte di un quartiere termale privato padronale, un balneum ricavato nell'ala orientale del complesso residenziale. Nell’area sottostante la terrazza superiore si riconoscono due ambienti quadrangolari, con ingressi simmetrici aperti su un porticato, che si affaccia sul mare. Nella terrazza mediana sono presenti tre sale contigue delle quali una absidata, pavimentata in cocciopesto. Particolarmente interessanti sono le strutture del calidarium, la stanza adibita al bagno caldo, immediatamente sottostanti una grande vasca rettangolare, forse la natatio (piscina); del calidarium, per metà crollato, si conserva parte dell'alveus, vasca per il bagno a immersione. Il sottostante sistema di riscaldamento, ancora chiaramente leggibile, è costituito da un forno a legna con copertura a volta (praefurnium); esso alimentava, attraverso un condotto, un’intercapedine (hipocaustum) posizionata sotto il fondo della vasca, dove circolava l'aria riscaldata, sorretta da alcuni pilastrini in laterizio (pilae) che formavano il sistema detto a suspensurae. I fumi prodotti dalla combustione venivano convogliati lungo tubature in laterizio poste ai quattro angoli delle pareti che, oltre a fungere da canne fumarie, riscaldavano l’ambiente. Alcuni mattoni impiegati per la messa in opera del pavimento sospeso del calidarium conservano un marchio di fabbrica col nome del fabbricante C. Iulius Antimachus, che permette di datare la costruzione della vasca, o il suo rifacimento, alla fine del I secolo d.C., sotto il regno dell'imperatore Domiziano (81-96 d.C.). Il resto delle strutture, soppravvissute all'erosione marina è invece di puù difficile lettura e interpretazione, ma è lecito identificare nella parte più vicina la mare alcuni vani che si affacciano su un porticato.Frammenti di marmi policromi, intonaci dipinti, decorazioni architettoniche, nonché due capitelli riferibili agli spazi aperti porticati, testimoniano del lusso e della raffinatezza di costumi degli antichi proprietari. Già note nel 1952, le strutture della villa vennero più compiutamente individuate nel 1959, a seguito di una serie di sondaggi eseguiti dalla Sezione Lunense dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri. I materiali recuperati a seguito di quegli interventi sono oggi depositati presso il Museo Civico di La Spezia “Ubaldo Formentini” e di questi una piccola parte è attualmente esposta. Con l'inizio degli anni '60 la Soprintendenza Archeologica della Liguria ha condotto alcune campagne di scavo riportando alla luce nell'arco di un decennio tutte le strutture oggi visibili.
Tipologia

Area Archeologica

Indirizzo
Via Fabbricotti - Ameglia - Ameglia - La Spezia - Liguria
Naviga
Servizi
Percorso visitaPannelli informativi
Giorni di apertura
montuewedthufrisatsun
Orari di apertura

09:00-18:00

Biglietti

Gratuito

Prenotazione

Informazioni prenotazione non disponibili.