Mudimed, il primo museo digitale dedicato alla storia del metodo scientifico

Inaugurato il 20 ottobre, Mudimed è il primo museo digitale dedicato alla storia del metodo scientifico. Uno spazio virtuale concepito per conoscere le sfide e gli strumenti della medicina, attraverso la storia.

Cos’è Mudimed?

Medicina ed arte si incontrano su Mudimed, il primo museo digitale della storia del metodo scientifico in medicina. Il visitatore intraprenderà un viaggio attraverso le tappe fondamentali della medicina. Questo sarà possibile grazie ad una raccolta digitale di conoscenze messe in rete da più di duemila istituzioni culturali.

Inaugurato ufficialmente a Roma nella mattina di mercoledì 20 ottobre, Mudimed è stato promosso da Novartis Italia e dal Ministero della Cultura. Al progetto partecipano anche il Ministero dell’università e della ricerca, e Google Arts & Culture per il supporto tecnologico.

Conferenza stampa per la presentazione del Mudimed

Il progetto vanta un comitato scientifico composto dai direttori dei più grandi musei italiani e da un pool di scienziati, ricercatori e divulgatori di fama internazionale. Arnaldo Colasanti, Barbara Gavallotti e Giuliano Volpe sono solo alcuni di questi.

Cosa vedere nel museo digitale del Mudimed?

Alcune delle più prestigiose istituzioni museali e bibliotecarie del nostro paese hanno messo a disposizione dello spazio espositivo alcune loro opere in formato digitale. Raccogliendole, Mudimed propone un approccio innovativo al racconto del metodo scientifico in medicina. Un linguaggio orginale e coinvolgente ci accompagna in un percorso suggestivo ma rigoroso, dove innovazione scientifica e scienza medica si intrecciano con la cultura umanistica e l’arte.

Al giorno d’oggi, il visitatore è accolto da un sito non ancora del tutto completo: la prima sala digitale aperta al pubblico raccoglie 19 opere provenienti da istituzioni culturali. Fra queste, il Museo archeologico nazionale di Napoli, il Museo della storia della medicina de La Sapienza, il Museo e il Real Bosco di Capodimonte e la Biblioteca nazionale centrale di Roma.

Si spazia dai manufatti in terracotta degli scavi di Pompei, quando la medicina era principalmente devozione e preghiera, agli affreschi del Seicento sulle più importanti epidemie del passato. Ancora, sono visibili anche i reperti che testimoniano i primi interventi chirurgici, per arrivare alla modernità, tra vaccinazioni e frontiere della farmacologia moderna.

Come visitare il museo digitale dedicato alla medicina ed al metodo scientifico

Per visitare l Mudimed, il punto di partenza è ovviamente il sito web: mudimed.it.
All’interno, al momento ci sono due sezioni principali. Una racconta la finalità del progetto, l’altra presenta il museo vero e proprio, attraverso una serie di videoclip d’autore che raccontano alcuni grandi temi. La medicina teurgica e magico-religiosa che risale alle fasi più antiche della storia umana, le visioni della sofferenza attraverso lo sguardo di artisti, musicisti, scrittori e storici, lo sviluppo dell’anatomia e quello della chirurgia attraverso i numerosi strumenti rinvenuti negli scavi, fino ad arrivare alla medicina moderna con i suoi progressi, le sue sfide e i suoi traguardi.

Frame dal sito Mudimed che spiegal'Enea ferito
Un frame dal sito Mudimed

La prima sala digitale è dedicata in particolare alle fonti della storia. Ma attenzione: Mudimed non è un museo compiuto, bensì un cantiere aperto. Il percorso di ampliamento proseguirà negli anni, con l’apertura di altri spazi espositivi e l’inserimento di nuove opere e protagonisti.

Fra arte e metodo scientifico

Il Mudimed unisce l’approccio scientifico all’attenzione per i contesti culturali e sociali. L’ispirazione per racconti deriva da reperti archeologici, manufatti, dipinti, opere letterarie e sculture, testi antichi, opere d’arte e testimonianze della cultura popolare. Così si va dagli ex voto in terracotta di epoca arcaica al kit portatile di farmaci di età barocca. Dal ritratto di Enea ferito, alla riproduzione del Oplomoclion, un corsetto del XVI sec. per correggere le deformità della colonna vertebrale e degli arti, ma anche una tavola sinottica di tutte le protesi allora disponibili.

Un disegno dell'oplomoclion, il corsetto che correggeva le deformità della colonna vertebrale.
L’oplomoclion

Fra arte e scienza, il Mudimec si offre di avvicinarci a un mondo che appare spesso oscuro e complicato, ma che si rivela di indubbio fascino nel momento in cui viene spiegato.

Link

https://www.mudimed.it/museo/

https://www.corriere.it

https://www.wired.it/

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