La caccia al tesoro nella città industriale organizzata dalla Fondazione Dalmine

La città è senza energia elettrica: solo una squadra di detective potrà salvarla. Questa è stata la premessa per la caccia al tesoro in scena nell’antica città industriale organizzata dalla Fondazione Dalmine.

Dalmine: l’impresa, la città, la Fondazione.

La città industriale di Dalmine nel passato.

La Fondazione Dalmine nasce per iniziativa di TenarisDalmine nel 1999. L’obiettivo è quello di promuovere la cultura industriale, valorizzando la storia di un’impresa radicata nel territorio da più di un secolo.

Conservare l’archivio storico dell’impresa e facilitarne l’accesso. Realizzare studi e ricerche nei campi della business history e della storia economica e sociale. Divulgare attraverso mostre e eventi, organizzare seminari e momenti formativi. Sono queste le linee di un progetto culturale rivolto agli studiosi, al mondo della ricerca universitaria, alla scuola, ma anche ad un pubblico più vasto.

La città industriale di Dalmine oggi.

Dalmine nasce nei primi anni del ‘900 attorno allo stabilimento siderurgico. Fra gli anni ’20 e ’40 vive un velocissimo ed intenso sviluppo architettonico. Sotto la regia dell’architetto milanese Giovanni greppi, vengono realizzate edifici pubblici ed infrastrutture. Questi interventi definiscono e caratterizzano una vera e propria città industriale.

La cooperativa della città industriale di Dalmine nel passato.

Da questa impresa nascono una serie di relazioni con il territorio, ad esempio iniziative di carattere sociale e ricreativo. Queste erano rivolte in primo luogo ai dipendenti ed alle loro famiglie. Interventi di questo topo sono parte integrante di un sistema welfare aziendale di cui i manufatti architettonici sono le tracce materiali, il sedimento ad oggi più visibile.

Nei primi anni del dopoguerra la Società mantiene e rafforza il propria apparato assistenziale, ancora efficace nell’affrontare le necessità ed i problemi post-bellici. A partire da questi anni diminuisce il potere dell’impresa nel governo diretto del territorio, ma il sistema di relazioni instaurato in anni continua pressochè invariato.

Attività ricreative nella città industriale di Dalmine del passato.

La caccia al tesoro della Fondazione Dalmine

Dalmine è in trappola, senza elettricità. Il ripristino della normalità è nelle mani di un gruppo di detective“. Questa la premessa alla caccia al tesoro andata in scena nell’antica città industriale di Dalmine, dal titolo “Città in Trappola“.
Un vero e proprio tour interattivo con squadre da 2 a 4 giocatori. Fra enigmi e misteri da risolvere, l’obiettivo: promuovere la cultura industriale.

Foto dell'evento

La particolarità di questo evento è che dopo un anno di iniziative online, finalmente un museo fonde l’analogico al digitale. In altre parole, l’intreccio delle strade, le case, i monumenti, sono stati la scenografia del gioco. Per partecipare al gioco però, era necessario il cellulare. I giocatori hanno raccolto punti “watt” attraverso foto, video e prove creative. Per l’occasione anche i vecchi rifugi anti-aerei della città sono stati messi a disposizione. In questo modo, si è creatauna suggestiva cornice ed un’anteprima esclusiva in vista delle visite aperte che organizzerà il Comune.

Foto dell'evento.

L’originalità del format favorisce la conoscenza di Dalmine in una forma nuova e inclusiva, fondando le proprie radici sulla formula del gioco. Durante l’itineraro vengono presentati aneddoti e curiosità sull’impresa siderurgica radicata nel territorio da oltre un secolo, oggi parte di un’azienda globale.

Un modo diverso per conoscere meglio la nostra città industriale, attirando anche un target differente rispetto alle nostre abitudini.

Manuel Tonolini, Fondazione Dalmine.

Fonti

http://www.fondazione.dalmine.it/it/

https://www.dramatra.it/citta-in-trappola

https://archeologiaindustriale.net/5072_dalmine-dallimpresa-alla-citta-storia-di-una-company-town/#prettyPhoto

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