Gli Uffizi mettono in vendita i loro capolavori in formato digitale

Michelangelo Buonarroti, Sacra famiglia (detta "Tondo Doni"), 1505-1506, Tempera grassa su tavola, 120cm di diametro, Uffizi.
Michelangelo Buonarroti, Sacra famiglia (detta “Tondo Doni”), 1505-1506, Tempera grassa su tavola, 120cm di diametro, Uffizi.

Gli Uffizi di Firenze mettono in “vendita” i loro capolavori, ma solo in formato digitale. Alcune opere del museo fiorentino saranno riprodotte in digitale e vendute – o noleggiate.

Le Gallerie degli Uffizi e la pandemia

Le gallerie degli Uffizi: uno dei musei più famosi al mondo per le sue straordinarie collezioni di sculture antiche e di pitture (dal Medioevo all’età moderna). Un museo vivo, in crescita. Dal 2014 al 2019 infatti, non solo sono cresciuti i visitatori, ma sono anche raddoppiati i ricavi.

Il colpo della pandemia su questo colosso è stato fortissimo. Nel 2020 il numero dei visitatori è stato circa il 27,5% dell’anno precedente. Insieme ai visitatori, anche gli incassi sono passati dai 34 milioni del 2019 ai 8,8 milioni dell’anno scorso.

Fila davanti agli Uffizi.
Fila davanti agli Uffizi (ANSA).

Il direttore Eike Schmidt si aspetta un 2021 ancora in negativo. Il ritorno alla grande richiesta vista in passato, è atteso per il 2022. “Per inizio maggio saremo pronti a riaprire. Abbiamo 15 nuove sale dedicate alla pittura del ‘500 fiorentino e romano che verranno inaugurate lo stesso giorno in cui il museo tornerà ad accogliere il pubblico. Ci auguriamo una riapertura stabile.”

Nonostante la pandemia, le Gallerie degli Uffizi rimangono al settimo posto tra i musei d’arte di tutto il mondo. Iniziative sui social, attività sul web, installazioni come quella di JR hanno contribuito a mantenere viva questa istituzione. Fra le novità del 2021, ci sono i DAW e la “vendita” dei capolavori in formato digitale.

I capolavori degli Uffizi in vendita: come saranno vendute le opere, e cosa sono i DAW?

Gli Uffizi di Firenze mettono in “vendita” le i loro capolavori, ma solo in formato digitale. Grazie alla collaborazione tra le Gallerie e Cinello, azienda specializzata nella digitalizzazione, le opere del museo fiorentino potranno essere replicate fino a 9 volte. Ciascuna di queste riproduzioni digitali uniche potrà essere acquistata o noleggiata.

Le DAW, o Digital Art Work, sono multipli digitali di un’opera in scala 1:1. Si tratta di prodotti in serie limitata, certificati e protetti con un sistema di crittografia digitale brevettato. Ogni riproduzione digitale è affiancata da un token NFT sulla Blokchain, che ne certifica la proprietà e la doppia autenticazione da parte degli Uffizi e della Cinello.

DAW raffigurante il Tondo Doni di Michelangelo.
DAW raffigurante il Tondo Doni di Michelangelo.

Nel concreto, i DAW si presentano come schermi incorniciati raffiguranti l’opera d’arte. La prima riproduzione digitale unica a essere stata venduta è quella del Tondo Doni di Michelangelo, acquistato da un collezionista romano per 240 mila euro. In un primo tempo saranno 17 le opere DAW (su una più ampia selezione) che gli Uffizi concedono a questo mercato, visibili in un catalogo online.

Ogni opera digitale è unica, per questo il prezzo salirà.

Mi spiego meglio: chi vorrà comprare il Tondo Doni dovrà pagare di più in quanto le copie disponibili non sono più 9 ma 8, e così via.

Luca Renzi, direttore generale di Cinello.

Si tratta dunque di arte in vendita? La posizione degli Uffizi è chiara, e la risposta è un secco no. Il direttore Schmidt afferma che “si tratta di opere d’arte uniche. Questa collaborazione permetterà di investire in restauri e in interventi al museo e alle opere. Non viene sminuita l’unicità dell’opera esposta in quanto nulla potrà mai essere paragonato al poter vedere il Tondo Doni di Michelangelo a due centimetri dal naso in Galleria”.

Link e fonti

https://www.ansa.it

https://www.uffizi.it/

https://www.cinello.com/en/

https://www.cinello.com/it/artwork-search/?location=uffizi-gallery

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