Il Museo della Quarantena | Museo digitale

Museo diocesano Tridentino, Trento
Museo diocesano Tridentino, Trento

Il Museo della Quarantena è un museo digitale elaborato dal Museo Diocesano Tridentino (Trento) con lo scopo di raccontare attraverso degli oggetti le lunghe settimane del primo lockdown.

Il Museo della Quarantena

Si tratta di un museo completamente digitale la cui iniziativa è partita dai social del Museo Diocesano Tridentino che hanno lanciato una call to action ai propri utenti. Quest’ultimi erano invitati a fotografare e a condividere gli oggetti di uso quotidiano fondamentali nel momento storico in corso.

Moka, Museo dalla Quarantena
Moka

Nel museo digitale sono quindi conservate le fotografie inviate da persone di tutte le età che hanno partecipato all’iniziativa. Ogni immagine era accompagnata da una breve didascalia indicante autore, data di realizzazione dello scatto, stato di conservazione e soprattutto il motivo della scelta. Si tratta del metodo basilare di un processo di catalogazione questa volta realizzato dagli utenti stessi non necessariamente “del settore”.  Queste informazioni sono state in seguito rielaborate per realizzare le schede delle “opere” oggi fruibili sul sito.

Luogo Segreto, Museo della Quarantena
Luogo Segreto

La collezione

L’iniziativa affonda le sue radici nel celebre Museum of Broken Relationschips di Zagabria che conserva oggetti donati al museo da ex amanti e che raccontano “Relazione interotte”. Il museo di Zagabria si configura come un museo sociologico che nel 2011 vinse il premio Kenneth Hudson per il museo più innovativo d’Europa.

Museum of Broken Relationschips
Museum of Broken Relationschips

La collezione trentina nasce dallo stesso presupposto: ogni oggetto, anche il più banale, è una sorta di ologramma di ricordi ed emozioni e quindi meritevole di essere tutelato. Il museo, come quello di Zagabria, intende creare uno spazio al fine di preservare un patrimonio immateriale fondamentale. A differenza dell’esperienza croata il museo italiano si configura come completamente digitale e si costituisce come un grande contenitore narrativo che restituisce all’osservatore un quadro del lockdown e del ruolo centrale ricoperto da alcuni oggetti. Al contempo il progetto di questo museo partecipativo intende stimolare riflessioni relative alle criticità, ai cambiamenti e alle opportunità che la pandemia ha evidenziato.

Pattini, Museo della Quarantena
Pattini

Non luoghi che diventano luoghi, oggetti domestici che si trasformano in simboli, quotidianità che diventa essenzialità. Una ricerca di senso, anche nei dettagli in apparenza sempre uguali a sé stessi che nasce dalla volontà di riflessione di un momento così distopico.

Piagiama, Museo della Quarantena
Pigiama

La raccolta di quasi 200 “opere” risulta varia ed interessante in quanto compaiono non solo oggetti ma anche animali, luoghi, piante e cibi. Ogni oggetto possiede un enorme potere narrativo e cela una storia personale in cui ognuno di noi è in grado di immedesimarsi.

Merlo, Museo della quarantena
Merlo

La collezione è sempre attiva e in costante crescita: chiunque può donare un’opera al museo inviando fotografie e descrizione tramite i canali social del museo.

L’iniziativa digitale

L’iniziativa risulta interessante perché partendo dal social engagement arriva alla creazione di una vera e propria collezione museale che nasce dal principio che ogni oggetto è collezionabile se a quest’ultimo diamo motivo di essere collezionato.

Vino, Museo della quarantena
Vino

Inoltre, il progetto rispecchia appieno la mission dell’istituzione che lo ha voluto: il Museo Diocesano Tridentino di Trento. Quest’ultimo conserva, valorizza e comunica i beni che raccontano la storia cattolica come reliquiari, evangeliari, crocifissi veri e propri simulacri e simboli della storia umana. Ad oggi, in particolare a causa della pandemia, i simboli e i santuari “spirituali” sono cambiati.

Nutella, Museo della Quarantena
Nutella

Infine, l’iniziativa risponde presente ai nuovi obbiettivi dei musei del XX secolo come: riflessione sul presente, coinvolgimento del pubblico, interesse per il benessere della comunità.

Il Museo della Quarantena ha attirato l’attenzione della prestigiosa rivista TIME ed è stato inserito in un articolo dal titolo What museums are already collecting to tell the story of covid-19. Il TIME ha focalizzato l’attenzione sulle più interessanti iniziative (museali e non) che in tutto il mondo hanno saputo raccontare la pandemia.

Link

Museo Diocesano Tridentino

Museo della Quarantena 

Museum of Broken Relationship 

Fonti

TIME- What museums are already collecting to tell the story of covid-19.

Avvenire.it 

RaiNews

-Gaia Alfieri-

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